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Catania, l'ombra dei clan sulla ristorazione
La Polizia sequestra il ristorante Pitti

Il provvedimento richiesta dalla Procura ed emesso dal gip del Tribunale di Catania: l'attività sarebbe infatti riconducibile a Salvatore Caruso, presunto mafioso affiliato al clan Santapaola Ercolano. Indagati anche la figlia e il genero

La Polizia ha sequestrato preventivamente, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania e su ordine del gip del Tribunale etneo, la società “San Giuliano s.r.l.” compresi tutti i beni aziendali mobili, immobili e mobili registrati, dalla stessa società posseduti, con particolare riferimento all’attività di ristorazione “Pitti” di via Antonino di Sangiuliano.

Secondo gli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dalla Dda, la società è infatti ricondubile a Salvatore Caruso, 62 anni, che finì coinvolto nell’operazione antimafia della Squadra Mobile lo scorso gennaio con 15 persone arrestate per associazione mafiosa (essendo ritenuti affiliati al clan Santapaola-Ercolano), intestazione fittizia di beni e furti, con l’aggravante di avere favorito Cosa nostra. Tra gli arrestati oltre al boss Roberto Vacante c’era anche Salvatore Caruso. Le indagini hanno poi permesso di evidenziare che la società “San Giuliano s.r.l.”, proprietaria del “Pitti”, era riconducibile a Salvatore Caruso anche se le quote erano state fittiziamente attribuite al socio unico Gianluca Silvestro Giordano, 37 anni, compagno di Melinda Caruso, 32 anni, figlia di Salvatore.

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Le indagini hanno anche evidenziato la distrazione di denaro per un ammontare di circa centomila euro dalle casse di un’altra attività di ristorazione già di proprietà di Salvatore Caruso e sottoposta a sequestro nell’ambito dell’operazione “Bulldog” per farlo confluire nel finanziamento dell’operazione “Pitti”. A Salvatore e Melinda Caruso e a Gianluca Silvestro Giordano è stato contestato il reato di intestazione fittizia di beni. A Giuseppe Caruso altro figlio di Salvatore, è stata contestata l’appropriazione indebita di circa 85 mila euro distratti da altra attività di ristorazione attualmente sotto sequestro giudiziario.

A Gianluca Silvestro Giordano è stata contestata la truffa ai danni dello Stato per essersi appropriato, con artifizi, di generi alimentari destinati ad altra attività di ristorazione sottoposta a sequestro giudiziario. A Francesco Salamone, Silvestro Gianluca Giordano e Melinda Caruso è stata contestata l’appropriazione indebita, con il sistema della mancata fatturazione, di parte degli incassi derivanti da altra attività di ristorazione sottoposta a sequestro giudiziario. A Giordano e Melinda Caruso è stata contestata l’appropriazione indebita, con l’utilizzo di un “Pos” mobile collegato ad un conto corrente intestato alla società gestore del “Pitti”, di parte degli incassi derivanti da altra attività di ristorazione sottoposta a sequestro giudiziario.

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