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Acireale a luci rosse, caccia aperta
alle insospettabili impiegate-squillo

Tra intermediari e clienti coinvolti in duecento. Venti le donne reclutate dalle due insospettabili e c'era anche chi faceva sesso con trenta uomini in una sola volta

Acireale a luci rosse, caccia apertaalle insospettabili impiegate-squillo

Dai primi riscontri investigativi, emerge come in appena tre anni di attività le “signore”, entrambe impiegate in enti pubblici e di buona famiglia, fossero riuscite ad allargare l’attività trascinando nel lucroso giro una ventina di donne, tutte apparentemente estranee al mondo della prostituzione, disponibili a partecipare ad incontri sessuali in cambio di denaro e costosi regali.

 

Gli inquirenti stanno ricostruendo l’intricata vicenda, grazie alla denuncia presentata da una delle donne, a capo della strutturata organizzazione, spaventata dalle ripetute minacce di un agente di commercio, residente a Palermo, invaghitosi di lei sino al punto di girare un video dei loro incontri amorosi e di recapitarlo al marito, ignaro della doppia vita della moglie.

Vistasi scoperta e stanca di subire i continui ricatti dell’amante occasionale la donna, 50enne, ha deciso di vuotare il sacco. Agli agenti della Polizia Postale di Catania ha reso piena confessione del suo operato, facendo nomi e cognomi delle “amiche” coinvolte nel giro, ma anche della variegata e folta clientela che da tutta la Sicilia si spostava ad Acireale per consumare sesso a pagamento.

 

Le intercettazioni telefoniche ed ambientali, disposte dalla Procura etnea, lentamente stanno facendo luce sui frequentatori abituali: bancari, imprenditori, ristoratori, un impiegato delle poste, un ispettore della municipale, artigiani e agenti di commercio, i quali a loro volta coinvolgevano altri uomini in cambio di prestazioni a prezzi ridotti.

 

Gli appuntamenti avvenivano rigorosamente per telefono, ha riferito la donna agli inquirenti. Sembra che le ragazze si presentassero con nomi di fantasia per non essere identificate. La più gettonata era “Giusy la Parrucchiera”, 25 anni circa, acese, carina e disponibile ad accoppiarsi anche con trenta uomini in una sola volta, assieme ad un’altra donna, nota nell’ambiente con il nome di “Federica”, residente a Catania.

E se la richiesta di donne da inserire nelle ammucchiate cresceva, anche in quel caso non c’erano problemi e grazie ad una puntuale organizzazione arrivano in soccorso “Melina”, “Tania”, “Simona” e “Valentina” Nel gruppo operavano anche coloro che si occupavano della logistica, incaricate di prendere in affitto appartamenti in centro città e nell’immediata periferia acese.

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commenti 1
  • leoncino

    26 Settembre 2016 - 14:02

    Uomini che hanno a disposizione molti soldi e si vogliono divertire, donne che ne hanno di meno e che ne vorrebbero avere di più, ma anche donne che ne hanno abbastanza, ma non gli basta il divertimento del marito. E' stato sempre così. Lasciate che ognuno si diverti come vuole, cancellando la legge Merlin.

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