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E Crocetta si difende dalle accuse del ministro e corre ai ripari

Firmato il decreto: sparisce la parola termovalorizzatori ma si parla di "valorizzazione" dei rifiuti. E dal primo novembre taglio della frazione secca in discarica

E Crocetta si difende dalle accuse del ministro e corre ai ripari

Il piano della Regione Siciliana prevede anche l’utilizzo di una "piccola impiantistica diffusa" per la "valorizzazione" dei rifiuti. Lo ha detto il governatore, Rosario Crocetta, presentando a Palazzo d’Orleans, a Palermo, nel corso di una conferenza stampa, alcuni provvedimenti in merito alla gestione dei rifiuti.

Crocetta ha parlato "di piccola impiantistica diffusa, con la realizzazione di due impianti di capacità non superiore a 200 tonnellate e altri cinque o sei da 60-80 tonnellate".

"Non abbiamo messo la parola termovalorizzazione nel piano - ha sottolineato Crocetta -, i meccanismi di 'valorizzazionè dei rifiuti sono molteplici, dalla gassificazione all’idro soluzione. Noi vogliamo applicare la tecnologia più pulita".

Gli impianti dovrebbero essere realizzati in prossimità delle discariche già esistenti. "Questo non significa - ha aggiunto - che i termovalorizzatori sono esclusi: laddove si dimostrano rispettosi dei limiti di protezione e tutela ambientale non saranno ostacolati da noi. Anche in questo caso, niente ideologie, e che diano la possibilità a imprenditori privati di investire, ma anche ipertutela dell’ambiente".

“Con la semplice differenziata l'impiantistica attuale sarebbe sufficiente per garantirci per diversi anni. E invece ci troviamo di fronte alla denuncia del ministro che dice che in sei mesi avremo gli impianti saturi. Ma la raccolta differenziata non è un compito della Regione Siciliana ma dei Comuni. Quando si parla dei problemi di Roma mica si dice che è responsabilità della Regione Lazio ma della città di Roma", ha aggiunto Crocetta. "Non può essere giustificato il fatto che siccome ci sono le gare in itinere per la differenziata la colpa è dell’Urega e si debba attendere e non fare la raccolta differenziata. E’ un obbligo di legge e se i comuni contravvengono deve scattare l’intervento. La differenziata è il tema reale e noi possiamo fare solo rattoppi nel sistema", ha continuato il governatore.

"La denuncia del ministro non è più sull'impiantistica sulla quale in due mesi abbiamo fatto un lavoro eccezionale, che non è riuscito a fare neanche Roma. Il tema vero è la vita delle discariche in presenza di un divieto di realizzazione di impianti".

La Regione siciliana prevede nei prossimi giorni di varare un progetto che preveda "il coinvolgimento delle parrocchie nella raccolta differenziata". Lo ha detto il Governatore, Rosario Crocetta, in conferenza stampa a Palazzo d’Orleans, a Palermo, presentando alcuni provvedimenti in tema di rifiuti.

"Un progetto - ha spiegato - che ha dato significativi risultati a Caltanissetta e Gela, con le parrocchie che si fanno carico della raccolta del materiale riciclabile. A Caltanissetta, ad esempio, ad agosto sono state raccolte otto tonnellate di differenziata in una sola parocchia. Che poche non sono".

"Si tratta di un progetto che stiamo affinando e stiamo lavorando anche con l’arcivescovo di Monreale - ha aggiunto il presidente della Regione -, stiamo cercando di coinvolgere quelle parrocchie in quei comuni con le situazioni più critiche, come Carini. Stiamo svolgendo funzioni che sono tipiche delle istituzioni comunali dove queste non riescono a raggiungere gli obiettivi".

Dal primo novembre non potrà più essere conferito in discarica più del 50% della frazione secca prodotta e dal primo gennaio la percentuale scenderà a zero. E’ quanto contenuto in un decreto ordinatorio firmato dal Governo della Regione, illustrato dal presidente, Rosario Crocetta, nel corso di una conferenza stampa, a Palazzo d’Orleans, a Palermo.

"Come effetto di questo provvedimento raddoppiamo la vita delle discariche esistenti per accelerare i processi di differenziata", ha spiegato il Governatore.

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