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Catania, approvato nella notte il Piano di rientro per scongiurare il dissesto

Il Consiglio comunale ha detto sì, ora la parola passa alla Corte dei Conti

Catania, approvato nella notte il Piano di rientro per scongiurare il dissesto

Ieri sera, una decina di minuti prima dell'una il Consiglio comunale ha approvato il nuovo Piano di rientro finanziario per evitare il dissesto. In Aula, dopo una kermesse durata due giorni e due notti, 23 presenti, che hanno consentito di mantenere il numero legale. Alla fine in 20 hanno approvato la bozza presentata dall'assessore al Bilancio Giuseppe Girlando. Si tratta di una nuova rimodulazione del precedente piano varato dall'amministrazione Stancanelli e poi recepito anche dall'amministrazione Bianco. Un mega mutuo da 800 milioni di euro che la città di Catania dovrà riimborsare in poco meno di 10 anni.
Trecento in più rispetto a quello elaborato dalla precedente Giunta. Una pioggia di debiti che si abbatterà su una città già da anni in agonia
A consentire di portare a casa il salvataggio della città con un giorno di anticipo sulla tabella dettata dal governo (i termini per l'approvazione scadevano infatti oggi, venerdì 30) sono stati i consiglieri fedelissimi del sindaco Bianco - che non si è fatto vedere in Aula neanche un solo minuto - e cioè gli esponenti del gruppo <Con Bianco per Catania ai quali si sono aggiunti i "ritrovati" consiglieri di Articolo 4 e di Catania 2.0, entrambi espressione del due deputati regionali Pd Luca Sammartino e Valeria Sudano, che pochi giorni fa hanno raggiunto una intensa col primo cittadino.

E poi i tre consiglieri di "Catania futura" espressione del deputato regionale Nicola D'Agostino e dell'ex assessore e candidato alla poltrona della Sac, Nico Torrisi.
Proprio l'intesa politica portata a casa dal sindaco Bianco (sancita dalla nomina ad assessore di Nuccio Lombardo) segna un passaggio importante per la tenuta del piano e la sua approvazione. Una nuova "pax politica" che potrebbe avere anche nuovi riscontri in campo regionale, ma soprattutto locale in vista delle ormai imminente avvio della campagna regionale e poi per le successive amministrative.
Adesso il nuovo Piano verrà trasmesso al ministero e alla Corte dei conti per l'opportuna verifica. Sarà quello il vero "banco di prova" per capire se i giudici contabili riterranno congrue le azioni messe in atto da questa amministrazione.
Ieri sera l'assessore Girlando prima della votazione finale aveva invitato i consiglieri a prendere coscienza che <un atto simile> è importante per la città. "Il dissesto fa fermare le città che ne sono state colpite - ha puntualizzato -. Catania nonostante la fortissima crisi è pur sempre in movimento...E questo è meglio".
Forti critiche sono invece venute dagli scranni dell'opposizione, peraltro già evidenziate nelle sedute precedenti. Per molti esponenti di opposizione "il dissesto è soltanto ritardato" forse alla "prossima amministrazione". Saranno i fatti a dire come stanno le cose.
Quanto allo scontro sulle dismissioni immobiliari che ha visto contrapposti l'amministrazione e molte associazioni tra cui il coordinamento "Catania non si vende" ieri sera l'assessore Girlando in una nota divulgata dall'ufficio stampa ha spiegato che "L'amministrazione non intende vendere i tesori della città", lasciando intendere che l'elenco di beni immobili contenuti nel piano sarà soggetto a una rivisitazione. Marcia indietro o presa d'atto di aver inserito (erroneamente?) nel Piano beni inalienabili?

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