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Firme false M5S a Palermo, le Iene chiamano in causa anche Di Maio

Il caso delle "firme false raccolte per le elezioni del 2012"

Firme false M5S a Palermo, le Iene chiamano in causa anche Di Maio

Una nuova bega territoriale M5s rischia di mettere di nuovo nel mirino Luigi Di Maio. A sollevarla sono Le Iene che, nella puntata che andrà in onda questa sera, parleranno del caso delle firme false che sarebbero state raccolte in occasione delle elezioni del 2012.
Il cronista Filippo Roma approfondisce una segnalazione anonima giunta in redazione che racconta di presunte irregolarità alle elezioni amministrative di Palermo nel 2012 da parte del Movimento 5 Stelle. Una vicenda, spiegano Le Iene, su cui nel 2013 ha indagato anche la Digos, la squadra movimenti politici di Palermo, sentendo alcune persone informate dei fatti. Le indagini, però, si sono fermate e il procedimento è stato archiviato. Ma la novità che ha spinto Le Iene ad occuparsi della questione, malgrado l’archiviazione, sono proprio i documenti inediti inviati in redazione dall’anonimo che ai tempi delle indagini non erano ancora venuti alla luce: sembrano essere i moduli originali della raccolta di firme. Fogli «ben cinque con decine e decine di firme, che però, nella parte dedicata all’autenticazione non sono compilati, cioè senza timbro né firma del pubblico ufficiale che avrebbe dovuto provvedere all’autenticazione». Perché «questi moduli non sono stati consegnati e a quattro anni di distanza circolano ancora?" si chiedono le Iene. La stessa documentazione, scrive l’anonimo, è stata da lui consegnata anche alla Procura di Palermo e al vicepresidente della Camera Luigi Di Maio.


«A seguito di una segnalazione da parte della trasmissione tv 'Le Ienè, il mio staff ha verificato l’esistenza di email sulla questione della presunta irregolarità nella raccolta firme per le candidature nelle elezioni comunali di Palermo del 2012, vicenda su cui la polizia aveva già indagato senza alcun esito». Lo afferma il vice presidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio.  Di Maio spiega che la mail rintracciata è stata inviata «il 12 settembre all’indirizzo della mia segreteria». «Si tratta di una email inviata da mittente anonimo e non firmata - prosegue - - Settimana scorsa è stata inoltrata al comando dei carabinieri, per ogni loro eventuale e opportuna valutazione in merito». 

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