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La convention di Forza Italia con Pogliese e Catanoso: "Scegliere presto il candidato presidente della Regione"

I big del partito: "Il leader è Berlusconi, il centrodestra se si presenta unito vince, ripartire da questo". Ma Renato Schifani si tira fuori: "Non sarò io il candidato"

La convention di Forza Italia con Pogliese e Catanoso: "Scegliere presto il candidato presidente della Regione"

Muovitalia a Catania

È la festa dei giovani, e l’entusiasmo si respira, ma c’è anche un pizzico di nostalgia per «I bei tempi del centrodestra unito» che fa capolino tra i volti, i capannelli di militanti e parlamentari di Forza Italia che si sono dati appuntamento in riva allo Jonio, a Catania, per la convention “MuovitItalia”. Tre giorni di formazione e cultura politica promossi dall’associazione Meridiana e dalla Fondazione della Libertà. Padroni di casa l’europarlamentare Salvo Pogliese ed il deputato Basilio Catanoso, pronti a giocare la partita per la riunificazione di quel popolo «alternativo non solo alla sinistra ma anche al circo a 5 stelle», soprattutto in chiave siciliana, con le elezioni regionali che si avvicinano sempre più. Il segnale da mandare all’esterno è dunque quello della concordia ritrovata fra le varie anime isolane del partito. Ecco allora in platea il commissario Gianfranco Miccichè ed il figliol prodigo Renato Schifani, fuoriuscito dall’Ncd «di Alfano e dei traditori eletti con i voti del centrodestra ma che governano con la sinistra», ha scandito Alessandra Mussolini.

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Unità, appunto, la parola d’ordine che circola fra tavoli e dibattiti, come unico presupposto per far sì che il centrodestra giochi un ruolo da protagonista nelle prossime consultazioni, a partire anche dal referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. L’indicazione è chiara, Forza Italia vota “No”, e la deputata Gabriella Giammanco non nasconde il proprio disagio per l’ultima uscita di Fedele Confalonieri - «Oggi fa fino dire “io voto no”» - che ha rinvigorito le ricostruzioni sul presunto disimpegno di Silvio Berlusconi dalla campagna referendaria. Ombre allontanate con decisione anche dal governatore della Liguria Giovanni Toti, che però sulla questione leader glissa: «Il centrodestra esiste ed è forte, dove andiamo uniti si vince e questa è la base di partenza, non c’è null’altro da inventare».

A tal proposito il nome sulla bocca di tutti è naturalmente quello di Stefano Parisi, nei prossimi giorni impegnato in incontri pubblici a Palermo ed Enna. Dai grand commis di Forza Italia, però, arrivano soprattutto commenti all’insegna della prudenza: «Parisi è una risorsa, prima di tutto bisogna lavorare per aggregare consensi e recuperare i delusi», ha detto Antonio Tajani, vicepresidente del Parlamento Europeo. «Non dobbiamo temere nuovi ingressi – ha aggiunto il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, che peraltro non ha escluso anche l’ipotesi di primarie per la premiership – ma da questi movimenti devono arrivare nuovi apporti concreti, non c’è bisogno di nuove correnti che non aiutano a rafforzare il partito». L’unico ad essere più duro è l’ex ministro Altero Matteoli, «Il nostro unico leader è Silvio Berlusconi, non abbiamo bisogno di altro, lui stesso però deve consentirci di rilanciare questo partito». Unità, certo, come parola d’ordine, ma specie sul piano nazionale il lavoro da fare dentro Forza Italia sembra ancora tanto.

Resta poi sul tavolo l’altro argomento clou, le Regionali siciliane. Mentre Catanoso e Pogliese si mostrano ottimisti, dal senatore Vincenzo Gibiino - che sulle future iniziative isolane di Parisi ha altresì storto il naso - è arrivato l’invito a «fare presto». C’è da scegliere rapidamente il candidato governatore: «Più passano i giorni e più aumenteranno i possibili pretendenti, ma non c’è più tempo da perdere se vogliamo battere Pd e grillini, gli elettori ci chiedono chiarezza».

Renato Schifani si è però tirato fuori dalla contesa: "No, non sarò io il candidato alla Presidenza della Regione Siciliana. Io non sono uomo di poltrone. Ho lasciato quella di capogruppo di Ncd per una questione di coerenza perchè c'è prima la coerenza e poi la poltrona. Non ho mai concepito la politica come poltrona. Quando ho fatto il presidente del Senato, mi è stato chiesto dal presidente Berlusconi e sono stato onorato. Lavorerò perchè si individui un candidato all’altezza della situazione e sarò pronto a dargli una grande mano. A me interessa che i siciliani ritornino ad avere speranza. So che Gianfranco Miccichè sta facendo un grande lavoro e sarò al suo fianco così come sarò a disposizione di quelli che amano la Sicilia e che vogliono dimenticare lo scempio politico al quale stiamo assistendo ed evitare che la Sicilia vada in mano ai grillini".

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