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Sussidi in cambio dei voti, il sindaco di Priolo a giudizio

Con Rizza saranno processate altre 14 persone

Sussidi in cambio dei voti, il sindaco di Priolo a giudizio

Il gup del tribunale di Siracusa, Andrea Migneco, ha emesso il decreto di rinvio a giudizio nei confronti del sindaco di Priolo Antonello Rizza e di altri 15 imputati accusati a vario titolo dei reati di concussione, voto di scambio, concussione elettorale, abuso d’ufficio, falso ideologico e materiale, truffa aggravata e violenza privata. Si tratta del presidente del consiglio comunale Beniamino Scarinci, l’ex assessore alle politiche sociali Giuseppe Pinnisi, la dirigente settore politiche sociali, Flora La Iacona, Giuseppe Italia, le dipendenti comunali Luca Grasso, Nunziata Bafumo, Paola Scalogna, Salvatore Passarello, l’imprenditore Carlo Auteri, Angelo Palumba, le assistenti sociali Giuseppa Arcidiacono, e ancora Concetta Caccamo, Sebastiano Mazzone, Angelo Bosco e Marco Angelino.

Il verdetto è stato emesso nel primo pomeriggio non prima che il gup abbia accolto la costituzione di parte civile presentata da Giuseppe Pasqua, con il patrocinio dell’avvocato Paolo Costanzo, che sostiene di essere stato danneggiato in occasione delle passate elezioni amministrative, quando si presentò alla carica di sindaco.

Il giudice ha stralciato la posizione di Giuseppe Bordonaro, che ha patteggiato la condanna a 6 mesi di reclusione oltre al pagamento di 150 euro godendo della sospensione della pena. Posizione stralciata anche per Giuseppa Bellino, la cui posizione è stata ritenuta non punibile, e Vincenzo Carrubba, assolto perché il fatto non sussiste. Per lo stesso reato il sindaco Rizza, con Scarinci, ha ottenuto l’assoluzione. L'indagine, portata a termine dagli agenti del commissariato di Priolo, ha mosso i primi passi nel settembre del 2012 dopo una presunta concussione ai danni di un funzionario del Consorzio universitario Megara Ibleo.

Il pm Margherita Brianese, che ha insistito per il rinvio a giudizio degli imputati ha ripercorso le varie fasi delle indagini. Le persone coinvolte avrebbero elargito sussidi in favore di persone che non avevano i requisiti richiesti, al fine di ottenere voti nelle elezioni regionali dell'ottobre 2012 e nelle consultazioni amministrative del giugno 2013. Per gli inquirenti, sarebbero stati distratti fondi pubblici, compreso il fondo di riserva, destinando circa un milione e 800 mila euro a sussidi straordinari "una tantum". I riscontri investigativi avrebbero anche svelato l'ipotesi di truffa aggravata in occasione del Carnevale del 2013, quando i vertici politici del Comune di Priolo, procuravano agli organizzatori un ingiusto profitto a mezzo fatture gonfiate, per un ammontare di circa 20 mila euro. La prima udienza del processo si celebra il 20 gennaio davanti al tribunale penale in composizione collegiale.

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