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A "Magie Barocche" la bacchetta giovane di Claudia Patanè

Direttrice d'Orchestra a 28 ani, la musicista originaria di Giarre, si esibirà a Palazzo Biscari per il Festival Internazionale del Val di Noto

A "Magie Barocche" la bacchetta giovane di Claudia Patanè

Claudia Patanè

Catania - Il fatto che sia anche una bella ragazza, per lei è ovviamente irrilevante. Per Claudia Patanè quello che conta di più sono il talento e la passione per la musica: due elementi che l'hanno portata in breve tempo a diventare uno dei più giovani direttori d'orchestra d'Italia. A soli 28 anni la giovane musicista originaria di Giarre, il cognome rivela da subito le origini etnee, dirige, come direttore principale stabile, l'orchestra del Conservatorio "Santa Cecilia" di Roma nell'ambito della stagione concertistica «Prendiamo Nota»!. Lunedì 31 ottobre per la giovane direttrice un'emozione in più: salirà infatti sul podio, nelle magnifiche sale di Palazzo Biscari, per dirigere l'Orchestra del Festival Internazionale del Val di Noto “Magie Barocche”, con un programma della serata che prevede musiche di Purcell, Respighi e Grieg.

«Dirigere a Catania, nella città in cui ho studiato e in cui mi sono in parte formata - dice Claudia Patanè - per me ha un significato grande. Ormai vivo a Roma, ma qui restano i miei affetti più cari. E poi qui sento odori e profumi che mi fanno sentire veramente a casa».

Sul podio già a 20 anni, dopo il diploma conseguito all'Accademia Musicale Pescarese a cui era stata ammessa a 17 anni, a Claudia Patanè si guarda con professionale curiosità.  Per il suo maestro Donato Renzetti, lei è «il più interessante talento direttoriale della sua generazione». Il suo curriculum vanta nel 2015, nell’ambito della 5a edizione sempre dello stesso Festival, la direzione nel "Gloria" di Vivaldi e nel "Te Deum" di Charpentier. Poi il 27 febbraio  del 2016, alla presenza del Santo Padre, in occasione del Giubileo dell’Industria, ha diretto l' Orchestra del Conservatorio di Santa Cecilia, nella Sala Paolo VI della Città del Vaticano. Nel luglio 2016, infine, ha inaugurato la stagione estiva dei concerti in Piazza Ruggero VII a Palermo, debuttando alla guida dell’Orchestra Sinfonica Siciliana.

Come viene considerata una direttrice d'orchestra così giovane? Ci sono ancora pregiudizi legati al sesso e, in questo caso, all'età?

«La risposta è ni. Nel senso che ancora un po' di pregiudizi e di diffidenza ci sono. Poi però quando si rendono conto di avere davanti una persona preparata, allora cadono tutte le barriere. Io cerco di studiare constantemente. Anche perchè conosco la sensazione di sentirsi "nudi" davanti ai musicisti di un'orchestra. Sono persone a loro volta preparate e quindi in grado di percepire ogni minimo errore, così come una debolezza nella direzione. Occorre essere carismatici e sicuri».

Com'è nata questa passione così forte per la musica?

«Non lo so, forse l'ho sempre avuta. I miei genitori mi raccontano che da piccola mi addormentavo con le canzoni di Mina. Poi certo probabilmente il fatto che mia madre sia una pianista e mio padre sia un chitarrista, anche se non professionista, probabilmente mi ha in qualche modo influenzata. Ma c'è anche un altro motivo per cui ho scelto di diventare un direttore d'orchestra: la passione per i viaggi. L'idea di conoscere il mondo attraverso la conoscenza del contesto storico musicale mi sembra un bellissimo connubio». 

Autore preferito?

«Non ho dubbi. Tanti musicisti e compositori sono straordinari ma io ho un debole per Igor Stravinskij».

Lei è ancora giovane ma pensa che una carriera così importante e impegnativa come quella che ha scelto potrà essere conciliata con la vita privata?

«Sinceramente penso di no. E' una carriera che assorbe tempo ed energia in maniera totale. Tra lavoro e studio, non c'è molto spazio per'altro. E'una scelta e per adesso va bene così».

E gli impegni per questa giovane ma già realizzata "bacchetta" non mancano. Per la stagione concertistica dei prossimi due anni, Claudia sarà attesa a Londra, a Dusseldorf e a Montpellier. Volare all'estero è nei suoi sogni e nei suoi progetti, anche se in cuor suo coltiva l'auspicio di un ritorno a casa. «Passeggiare su quella moquette rossa del Teatro Massimo Bellini di Catania è uno dei miei più cari ricordi di ragazza». E di giovane e promettente musicista. Auguri Claudia.

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