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Non solo mare e sole, ora la Sicilia piace tutto l'anno (soprattutto agli stranieri)

Americani, russi, europei e cinesi disposti a pagare anche il 25% in più rispetto agli italiani. Un trend in crescita sia nel settore alberghiero che in quello della case vacanze

Non solo mare e sole, ora la Sicilia piace tutto l'anno (soprattutto agli stranieri)

PALERMO. La Sicilia piace anche d’inverno, soprattutto agli stranieri. L’Isola è infatti nella top ten delle mete invernali più ambite nella classifica recentemente stilata da casevacanza.it, una delle piattaforme leader nella promozione delle strutture ricettive extralberghiere.

Dall’indagine, che ha preso in considerazione le richieste di prenotazione da novembre 2017 a febbraio 2018, emerge pure che gli stranieri sono disposti pagare il 25% in più dei nostri connazionali. Per un soggiorno invernale, infatti, chi proviene da altri Paesi spende in media 113,96 euro a notte, per una casa vacanza di quattro persone; mentre gli italiani si fermano a una media di 90,61 euro. Chi resta in Italia invece opta per affitti più economici e viaggia mediamente in gruppi di cinque persone per vacanze di circa quattro giorni (4,36).

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Gli stranieri, invece, si spostano mediamente in tre e rimangono nella casa vacanza per poco più di cinque giorni (5,11). Che la Sicilia sia attrattiva anche per Natale e Capodanno è confermato dai trend di Google. Pur non essendo una meta tipicamente invernale, la nostra regione offre numerose possibilità: dalla campagna, con i tanti agriturismi, alle città d’arte che - seppur affacciate sul mare - non vengono disdegnate. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Non a caso le prenotazioni negli hotel sono in linea con quelle che riguardano l’extralberghiero.

«Dati positivi, sicuramente in crescita rispetto allo scorso anno» sottolinea Nico Torrisi, presidente di Federalberghi Sicilia, precisando che «la conferma arriverà subito dopo le feste con le statistiche ufficiali». L’onda lunga del boom estivo sta trainando il turismo persino nei mesi freddi. Se la Sicilia è riuscita a ritagliarsi una quota di mercato anche in inverno è senza dubbio merito del trasporto aereo. I due scali di Catania e Palermo si apprestano a chiudere il 2017 con numeri da record. Fontanarossa ha tagliato il traguardo di 9 milioni di passeggeri, con un movimento complessivo fra il 21 dicembre e l’8 gennaio di 406.914 passeggeri (+7,24% rispetto al periodo analogo del 2016, quando i transiti furono 379.424). Punta Raisi risponde con numeri altrettanto lusinghieri: 5 milioni e 800mila passeggeri (+9,4%), circa mezzo milione in più del 2016. Se consideriamo il “ponte” NataleCapodanno transiteranno, tra arrivi e partenze, circa 290mila passeggeri: 53mila in più (+22,94%) in rapporto allo stesso periodo a cavallo tra il 2016 e il 2017. La riflessione a corredo dei dati è presto fatta: il contributo dei due aeroporti principali è fondamentale per il turismo, viste le difficoltà e i costi (proibitivi) per raggiungere la Sicilia in nave, treno o auto.

«È inutile girarci attorno: senza il miglioramento delle infrastrutture non si può fare turismo al top» dice Torrisi, che sull’argomento è pronto a sedersi attorno ad un tavolo con il presidente della Regione, Nello Musumeci. «Ne parleremo, spero al più presto - aggiunge Torrisi -. Perché se è vero com’è vero che i due poli aeroportuali funzionano, lo stesso non si può dire del sistema autostradale e ferroviario». Non va però dimenticato che il caro-biglietti aerei rappresenta la stortura di un sistema della mobilità che offre poche alternative.

«L’aumento dei voli diretti - dice Torrisi nella doppia veste di presidente di Federalberghi e amministratore delegato della Sac - rende il nostro territorio sempre più attrattivo per gli stranieri. Risulta infatti sempre più economico un viaggio da e per l’estero rispetto ad uno spostamento domestico». Logico quindi puntare su un segmento, quello del mercato internazionale, che porta valore aggiunto alla Sicilia. Da qui l’aumento delle presenze turistiche, “spalmato” in strutture alberghiere ed extra-alberghiere. «Il settore - ricorda Torrisi - è ancora super infestato dagli abusivi. Ecco perché da tempo chiediamo con forza un intervento sia del legislatore nazionale sia di quello regionale. Serve un Testo unico sul turismo con regole omogenee per tutti i soggetti che operano nello stesso comparto».

(hanno collaborato Mauro Romano, Alessia Cataudella, Massimo Leotta, Francesco Vasta)

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