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Il brand Sicilia alla prova della Bit

Luci e ombre: le bellezze da sole non bastano ad accorciare il gap con le altre regioni, anche se il trend più recente è positivo. Ora nuove strategie

Il brand Sicilia alla prova della Bit

Il successo di pubblico nello stand allestito dalla Regione Siciliana alla Bit - la Borsa internazionale del turismo inaugurata ieri a Fieramilanocity - conferma il momento d’oro che l’Isola sta vivendo in termini di attrattività, ma impone ai governanti una svolta. Perché non si può assecondare nel lungo periodo un trend positivo (nei numeri e nella crescente qualità del turismo) senza avere una rete di servizi pubblici all’altezza. Le bellezze naturali da sole infatti non bastano.

La Bit è un osservatorio privilegiato per guardare anche in casa d’altri e scoprire che il turismo non rappresenta ancora un fattore di sviluppo per l’intero territorio nazionale. Purtroppo, le regioni del Centro-Nord e quelle del Mezzogiorno viaggiano a “doppia velocità”: una realtà paradossale, visto che gli attrattori più conosciuti all’estero (clima, paesaggio, cultura, patrimonio storico-artistico, enogastronomia) sono il punto di forza della Sicilia e in generale del Sud.

Per fare la classica prova del nove basta andare a "ripescare" i dati del rapporto 2017 di Unicredit-Touring Club, nel quale viene messo nero su bianco che «le diversità, anno dopo anno, non paiono attenuarsi: se si guarda alle presenze, per esempio il Veneto è con oltre 63 milioni la regione più turistica d’Italia, con dati tre volte superiori a quelli della Campania (19 milioni) e ben quattro volte a quelli della Sicilia (14,5 milioni)». Risultato? Nella classifica 2017 delle regioni italiane più gettonate dai turisti la Sicilia si è piazzata solo al nono posto. Negli ultimi cinque anni però ha registrato una crescita maggiore: +7,5%, rispetto ad una media nazionale del 4,6%.

Oggi, alle 10.30, la Regione presenterà proprio alla Bit le iniziative del “Pacchetto Sicilia”. Il presidente Nello Musumeci - che sarà affiancato da Sandro Pappalardo e Vittorio Sgarbi, rispettivamente assessore al Turismo e ai Beni culturali - sembra avere le idee chiare: «Il brand Sicilia è unico nel suo genere e ha, quindi, una grande capacità attrattiva in tutto il mondo. Ecco perché abbiamo voluto con forza che la Regione fosse presente qui a Milano, così come lo sarà prossimamente alle più importanti fiere di settore». Musica, arte, teatri, ambiente ed enogastronomia il “fil rouge” che lega i diversi allestimenti all'interno dello spazio destinato all'offerta turistica dell'Isola. «Il mio governo - ha aggiunto Musumeci – considera fondamentali i segmenti della cultura e del turismo per rimettere in moto un'economia stagnante, che ha causato in questi anni la chiusura di migliaia di aziende e la perdita di moltissimi posti di lavoro. Essere qui a Milano è ancora più rilevante visto che quest'anno Palermo è Capitale italiana della Cultura e speriamo, nei prossimi giorni, lo potrà essere, anche Agrigento per il 2020».

 

 

L’ambizione del presidente della Regione, che punta a rimettere in moto l’economia attraverso cultura e turismo, passa anche da servizi e infrastrutture quanto meno decenti nell’ordinaria amministrazione. E qui, come in una sorta di gioco dell’oca, ritorniamo al punto di partenza. Bisogna essere organizzati e avere buona reputazione. Altrimenti, come ha sottolineato l’assessore Sgarbi, che senso ha aver riportato in Sicilia la Dea di Morgantina se il museo di Aidone non lo visita nessuno? «L'ipotizzato trasferimento a Roma, al Quirinale, della Dea, come fu a suo tempo per i Bronzi di Riace, significherebbe mostrare all'attenzione del mondo la Dea e dunque a richiamare ad Aidone migliaia di visitatori - ha dichiarato Sgarbi -. Concordo sulla necessita di migliorare la viabilità che collega Aidone e Morgantina, ma spero che sia ormai chiaro che su Aidone vi è innanzitutto un problema di conoscenza».

Conoscenza che, in ambito turistico, fa rima con reputazione. Quella che gli anglosassoni chiamano “destination reputation”, ovvero la credibilità di un territorio ricavata dal complesso dei giudizi condivisi dai turisti prima, durante e dopo una vacanza. Giudizi che oggi viaggiano sul web, influenzando tendenze e domanda turistica. Spesso in modo decisivo.

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