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Catania, il sit-in dei dipendenti Auchan rimasti senza lavoro

La chiusura dell'ipermercato di San Giuseppe la Rena. Attesa per l'incontro con il sindaco Bianco

CATANIA - Questa mattina gran parte dei 108 lavoratori dell'ipermercato Auchan di San Giuseppe La Rena, di cui ieri è stat annunciata la chiusura, hanno protestato con un sit-in in piazza Università, prima dell'incontro con il sindaco Bianco. Per comprendere quali margini di intervento possono esserci in questa delicata questione in vista dell’incontro con l’azienda del prossimo sei aprile.

Al momento prevale l’incredulità tra i dipendenti, alcuni dei quali ieri hanno ricevuto la notizia della chiusura mentre erano al lavoro, tanto che ieri hanno attuto un presidio della galleria commerciale. Ma nella stessa giornata di ieri è già scattata una catena di solidarietà. «È una notizia drammatica - affermano Marianna Flauto, Giovanni Casa ed Enza Meli, rispettivamente segretari generali UilTucs Sicilia, UilTucs Catania e Uil Catania - Faremo tutto il possibile per garantire l’occupazione, ma chiediamo alle istituzioni di fare la loro parte. La società, con una modalità molto discutibile, ha comunicato a tutti i lavoratori la chiusura dell’ipermercato e, soprattutto, senza alcun preavviso. Perdere il posto di lavoro è una tragedia. La settimana scorsa - prosegue la UilTucs - al tavolo nazionale l’azienda ci aveva rassicurato che ancora non era stata presa alcuna decisione per La Rena, ma a distanza di qualche giorno la situazione è cambiata. Sarebbe stato più corretto aspettare l’incontro già programmato per il 6 aprile, ma a questo punto ci auguriamo che si potrà ancora parlare di futuro».

Per la segreteria della Filcams Cgil di Catania «è vergognoso il modo in cui questo colosso della grande distribuzione commerciale ha comunicato la chiusura dello storico punto vendita».

Anche il segretario e vice segretario della federazione Ugl terziario di Catania Carmelo Catalano e Vito Tringale, stigmatizzano "l'atteggiamento dell’azienda, che ha deciso in modo del tutto autonomo e senza alcun preavviso di abbassare le saracinesche e lasciare per strada i dipendenti, quando inizialmente la chiusura era prevista per fine mese».

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