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"Diamoci una taggata", il cabaret al tempo dei social del Gatto Blu

Nell'anfiteatro comunale di Zafferana etnea, per la rassegna Etna in Scena, il quintetto comico catanese ha strappato applausi e risate

Con “Diamoci una taggata”, giovedì sera, per “Etna in Scena”, nell’anfiteatro di Zafferana, protagonista il cabaret d’autore e tutto catanese con Gino Astorina e la formazione del Gatto Blu.
Francesca Agate, Nuccio Morabito, Luciano Messina e Pippo Marziale, concertati da Gino Astorina, animeranno una rapida successione di ghiotti siparietti nati, come nello stile che li contraddistingue, dall’osservazione della quotidianità e dalla capacità di porgere la riflessione mediante la risata. «Quando la realtà supera la fantasia: selfie, tweet, hashtag, ormai parliamo come degli extraterrestri. Amicizie, tradimenti, sesso, tutto è virtuale. Gli unici a non essere informatizzati rimangono il mio salumiere, il mio barbiere e il mio meccanico. Nell’era del computer di bordo ancora ad una mia richiesta: quantu ci voli di tempu e soprattutto di soddi p’aggiustari a machina?». Anticipa così il discorso che sarà approfondito sotto i riflettori il grande Astorina al quale abbiamo rivolto qualche domanda.


Qual è la tua battuta preferita?«Non ho battute preferite. A me non piacciono i tormentoni, non ho mai fatto lo stesso personaggio anche, come accaduto in passato, a costo di rinunciare a guadagnare più che bene. Mi piace variare sempre per difendere la mia identità. La battuta più bella? È quella che deve ancora venire».

Video di Santi Zappalà

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