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Corruzione: istanza revoca domiciliari Toti può slittare in attesa voto europee

Di Redazione |

Genova, 24 mag. Non un indagato, ma un politico. Nelle 17 pagine della memoria firmata dal governatore ligure Giovanni Toti consegnate ieri ai pm di Genova, al termine dell’interrogatorio in cui per otto ore ha risposto delle accuse di corruzione e voto di scambio, a scrivere è un “uomo e servitore dello Stato” pronto a difendere, spiegare e dare forza a iniziative politiche fatte “nell’unica prospettiva di servire il bene e l’interesse comune dei cittadini liguri e delle loro istituzioni”.

Un politico ben lontano dall’idea di abdicare e che guarda alle prossime europee, in calendario l’8 e 9 giugno prossimo, come data da attendere prima di procedere all’istanza di revoca della misura degli arresti domiciliari. L’idea di aspettare o arrivare a pochi giorni dal voto prima di avanzare al gip la richiesta di tornare libero (i tempi per la decisione sono di norma di pochi giorno, ndr) sembra prendere corpo, a oltre due settimane dagli arresti domiciliari scattati lo scorso 7 maggio, ma la difesa non svela fino in fondo le sue carte: “valuteremo come e quando presentarla, comunque presto”.

Un’ipotesi che si collega alle esigenze cautelari messe nero su bianco nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Paola Faggioni, ossia al “pericolo attuale e concreto che l’indagato commetta altri gravi reati e, in particolare, che possa reiterare, in occasione delle prossime elezioni, analoghe condotte corruttive, mettendo la propria funzione al servizio di interessi privati in cambio di utilità per sé o per altri”. Senza richiesta di revoca, Toti resta in sella, secondo la linea scelta dal primo minuto dopo l’arresto: finché è ai domiciliari non può confrontarsi con la maggioranza, condizione necessaria – per il governatore ligure – per valutare insieme il possibile passo indietro.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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