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L.elettorale: Fornaro, ‘è l’ora del proporzionale ma non per forza delle preferenze’

Di Redazione |

Roma, 3 feb. “Il Rosatellum non è una legge elettorale con dietro un’idea di democrazia, è un bricolage. Chi oggi sostiene il proporzionale lo fa anche perché la fase storico politica che stiamo vivendo necessita un rafforzamento della rappresentanza. Le votazioni per il presidente della Repubblica sono solo l’ultimo campanello d’allarme, è necessario ricucire lo strappo sempre più ampio tra opinione pubblica e partiti. Il proporzionale può essere uno strumento migliore del maggioritario perché premia la rappresentanza”. Così il capogruppo di Leu alla Camera, Federico Fornaro, al Manifesto.

“La soglia di sbarramento del 5% inclusa nel testo base dal quale ripartirà la discussione non è troppo alta? Con una legge elettorale proporzionale -osserva- serve una soglia ragionevolmente alta. Non per forza il 5% del sistema tedesco perché ogni paese ha la sua storia. Nel 2018 Leu fu l’unica lista tra quelle minori a superare la soglia del 3%. In Italia non c’è mai stata una soglia del 5%, il massimo è il 4% delle europee”.

“Resta il problema dei problemi: una volta assegnate le percentuali ai partiti, come si scelgono gli eletti? Le liste bloccate hanno allargato il fossato tra elettori e partiti, vanno superate. Ma il ritorno alle preferenze non è l’unica alternativa praticabile” ovvero “sono possibili anche sistemi misti, una parte di eletti con le preferenze e una parte con liste bloccate brevi, come erano quelle del Mattarellum. Non ci scordiamo che almeno a una cosa le liste bloccate sono servite: eleggere il maggior numero di donne. Con le preferenze in teoria potremmo avere un parlamento tutto di uomini. Dunque, riassumo: proporzionale con recupero dei resti nazionale, soglia al 4%, preferenze e liste bloccate corte”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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