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Materia prime, Dal Fabbro (Iren): “Europa e Italia dipendono dalla Cina”

Roma, 24 mag. ”Le materie prime critiche provengono da fuori dall’Europa e in particolare dalla Cina. L’Europa e l’Italia sono dipendenti dall’importazione di questi materiali. E’ importante avere un approvvigionamento quanto più indipendente da eventuali crisi di prezzo o crisi geopolitiche, come è accaduto per il gas lo scorso anno”. Lo sottolinea Luca Dal Fabbro, […]

Di Redazione |

Roma, 24 mag. ”Le materie prime critiche provengono da fuori dall’Europa e in particolare dalla Cina. L’Europa e l’Italia sono dipendenti dall’importazione di questi materiali. E’ importante avere un approvvigionamento quanto più indipendente da eventuali crisi di prezzo o crisi geopolitiche, come è accaduto per il gas lo scorso anno”. Lo sottolinea Luca Dal Fabbro, presidente dell’Iren, in occasione della presentazione Rapporto Ambrosetti sulle materie prime critiche. ”Dobbiamo fare una politica di approvvigionamento che renda il Paese resiliente -aggiunge Dal Fabbro- individuare i materiali e le industrie che vengono impattate dal non averli. Istituzioni, industria e finanza devono fare un lavoro comune affinché questi materiali arrivino in Italia ad un buon prezzo e in maniera sicura”. ”Noi non abbiamo miniere e giacimenti di materiali critici, quindi dobbiamo importarli -continua Dal Fabbro- ma abbiamo una miniera a cielo aperto che sono i rifiuti, dove può arrivare -facendo investimenti- al 34% nel 2040 di indipendenza dall’importazione. L’economia circolare è molto importante, recuperando materiali da televisori, cellulari, schede dei computer. Abbiamo una miniera che va colta e approfittare di questo. Il ruolo di una multiutility come Iren è quello di essere capace a raccogliere e valorizzare prodotti importanti”. ”Noi ci candidiamo ad essere leader italiano nell’economia circolare dei materiali critici e rari. Abbiamo un impianto a Vulpiano a Torino che fa questo e recupera i materiali dai televisori, e siamo in fase di autorizzazione ad Arezzo per un impianto molto avanzato di recupero di metalli preziosi e rari e stiamo approvando un altro progetto sempre a Siena per il recupero dei pannelli fotovoltaici. Ci crediamo e investiamo solo in questi due impianti 10 milioni di euro, ma è solo l’inizio”. Ha concluso.

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