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Milano: Baby Gang rischia 3 anni di sorveglianza speciale, trapper ‘sono cambiato’

Di Redazione |

Milano, 4 apr. Baby Gang, nome d’arte del trapper Zaccaria Mouhib, rischia tre anni di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. E’ la misura di prevenzione chiesta dalla questura e dalla procura di Milano (pm Maurizio Ascione) per il 22enne, negli ultimi tempi noto alla cronaca giudiziaria e non solo musicale. “Sono cambiato, non ho mai sgarrato una prescrizione, ho fatto volontariato e non ho sbagliato nulla, solo le persone che ho frequentato in passato”, le parole del trapper davanti ai giudici della Sezione autonoma misure di prevenzione. “Pesa il mio nome ‘Baby gang’, la vittima sono io, arrivo da una situazione non facile, sono cambiato e volevo andare a Sanremo quest’anno” le parole pronunciate dal primo banco accanto all’avvocato Niccolò Vecchioni.

Durante le dichiarazioni spontanee, la giudice Maria Gaetana Rispoli, lo interrompe per una ramanzina: “Lei deve dare il buon esempio, non il cattivo esempio, lei ha una grandissima responsabilità, la ascoltano milioni di ragazzi e io le faccio la paternale: non la pistola, perché lei ha la possibilità di cambiare la mentalità, lei è riuscito a fare di tutto, trovi un modo”. Il procedimento è stato rinviato al 20 giugno quando il legale vuole sentire la persona offesa per dimostrare che si è trattato di legittima difesa ad un’aggressione.

Per quel colpo sparato i giudici della settima penale – che hanno condannato Baby Gang a 5 anni e 2 mesi nel processo per una sparatoria nell’estate 2022 in una zona della movida – hanno aggravato la precedente misura cautelare dell’obbligo di dimora a Lecco, dove il giovane vive. Per il trapper sono fissati per 4 e il 13 giugno i processi d’appello: uno sulla sparatoria in corso Como a Milano e l’altro per una rapina a Vignate che gli è costata un’altra condanna a 4 anni e 10 mesi di reclusione.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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