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**Milano: gip, ‘clima infernale al Beccaria, sistema lontano da funzione rieducativa’**

Di Redazione |

Milano, 22 apr. Le violenze perpetrate all’interno del carcere minorile Beccaria “corrispondono esattamente a una pratica reiterata e sistematica su cui si fonda la convivenza dei detenuti e che connota la condotta ordinaria degli agenti che vogliono stabilire le regole di civile convivenza nel carcere ed imporle picchiando, aggredendo, offendendo, i minorenni detenuti”. E’ uno dei passaggi dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Milano Stefania Donadeo nei confronti di 21 agenti della polizia penitenziaria, 13 arrestati e otto sospesi dal servizio.

Nel provvedimento di quasi 130 pagine vengono riportate le numerose dichiarazioni per cui, svelano i detenuti, “‘è normale essere picchiati al Beccaria’”. La pratica “reiterata e sistematica, se pur ai danni di diversi minorenni, delle violenze inflitte ha determinato un clima generale di paura, di umiliazione, di vessazione ed anche di indifferenza nei confronti dei bisogni primari dei detenuti minorenni. Minorenni costretti a volte a subire i pestaggi, a volte ad assistere a quelli del compagno di cella, a volte ad udire urla di dolore. Ciò ha creato un clima infernale lontano dalla promessa costituzionale della funzione rieducativa della pena”.

Dall’esame dei detenuti sono emersi una serie di pestaggi che per modalità “consentono di affermare che esiste un ‘sistema’ nel carcere Beccaria per educare i minori detenuti. Sistema conosciuto e riconosciuto da tutti i minori detenuti che vivono in un ambiente condizionato dall’angoscia continua di poter essere pestati per essere educati” evidenzia il gip. “Anche se le percosse, le ingiurie, le minacce erano distribuite equamente tra tutti i detenuti e non reiterate solo nei confronti di alcuni di loro, ogni azione violenta era patita da tutti i detenuti che vivevano nel terrore del loro turno”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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