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**Mattarella: arbitro imparziale per salvaguardare e non incrinare facoltà Capo Stato** (3)

Di Redazione

E in questo caso l'arbitro ha sentito l'esigenza di invitare i giocatori ad un ripasso del regolamento: “Quando mi arriva qualche provvedimento, una legge del Parlamento o un decreto del Governo, io, anche se non lo condivido appieno, ho il dovere di firmarlo, anche se la penso diversamente. Devo accantonare le mie convinzioni personali perché devo rispettare quello che dice la Costituzione: che la scelta delle leggi spetta al Parlamento e la scelta dei decreti che guidano l'amministrazione dello Stato spetta al Governo. E se non firmassi andrei contro la Costituzione”.

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“C'è un caso in cui posso -anzi devo- non firmare: quando arrivano leggi o atti amministrativi che contrastano palesemente, in maniera chiara, con la Costituzione. Ma in tutti gli altri casi non contano le mie idee, perché non è a me che la Costituzione affida il compito di fare le regole con le leggi o di guidare la macchina dello Stato, ma li affida ad altri: al Parlamento e al Governo. E io ho l'obbligo di firmare, perché guai se ognuno pensasse che le proprie idee personali prevalgano sulle regole dettate dalla Costituzione. La Repubblica non funzionerebbe più”.

Infatti “la nostra democrazia è connotata dal pluralismo istituzionale e dal mutuo bilanciamento dei poteri. Ciascun potere opera in coordinamento con gli altri, dei quali è chiamato a riconoscere responsabilità e funzioni. La dialettica proficua tra poteri si esprime in confronto collaborativo. Gli ambiti di spettanza dei diversi poteri non sono fortilizi da contrapporre gli uni agli altri e di cui cercare di erodere i confini, sottraendo spazi di competenza a chi ne ha titolo in base alla Costituzione”, che “disegna” un “accorto e felice sistema di equilibri e di controlli reciproci e di influenze vicendevoli tra organi e poteri dello Stato". E “il rispetto delle competenze altrui costituisce la migliore garanzia per la tutela delle proprie attribuzioni”. A cominciare da quelle del Presidente della Repubblica. (di Sergio Amici)

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