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**Mattarella: da Gentiloni a Draghi, le quattro crisi di Governo senza sciogliere le Camere** (6)

Di Redazione

Dopo un secondo giro di consultazioni, il Presidente della Repubblica certifica che, sempre intorno alla premiership di Conte, si è creata una nuova alleanza, formata da M5S, Pd e Leu, una coalizione giallorossa. “Una volta che, in base alle indicazioni di una maggioranza parlamentare, si è formato un Governo, la parola compete al Parlamento e al Governo”, che “nei prossimi giorni si presenterà davanti alle Camere per chiedere la fiducia e presentare il suo programma”, afferma l'arbitro Mattarella, fischiando la fine della terza crisi che si è trovato a dirigere. È il 4 settembre del 2019.

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Pochi mesi e il nuovo Esecutivo sembra entrare in fibrillazione, ma l'irrompere del Covid cambia ogni scenario, naturalmente non solo politico. Matteo Renzi, che ha spinto fortemente il Pd ad accettare l'alleanza con i Cinquestelle, nel frattempo ha fondato un suo nuovo partito, Italia viva, e alla fine del 2020 decide che per il secondo Governo Conte è arrivato il momento del game over.

Il premier, dopo le dimissioni delle ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti a metà gennaio 2021, decide di promuovere un chiarimento in Parlamento, dove il 19 ottiene, soprattutto in Senato, una fiducia con numeri tali da convincerlo, una settimana dopo, a gettare la spugna.

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