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**Mattarella: donna Laura, presenza discreta a sorridente nei vertici e non solo**

Di Redazione

Roma, 26 dic. La prima fu Ernestina Saragat, poi venne Marianna Scalfaro e dal 2015 è stata la volta di Laura Mattarella. Epoche, storie, profili e stili diversi per le figlie di tre Capi dello Stato arrivati al Quirinale da vedovi e quindi affiancati dalle figlie nel ruolo di ‘supplente consorte del Presidente della Repubblica', con il compito cioè di essere con lui in tutte quelle occasioni in cui il cerimoniale prevede che sia accompagnato: inaugurazioni, pranzi e udienze ufficiali, cerimonie di particolare significato, visite di Stato, effettuate all'estero o ospitate in Italia.

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Donna Laura, come la salutarono affettuosamente alcuni conterranei durante l'apertura dei Giardini del Quirinale per la Festa del 2 giugno, ha fatto della discrezione e del sorriso i tratti caratteristici della sua personalità, interpretando il ruolo con quella semplicità tipica anche del padre, che a tratti può sembrare aristocratica freddezza, ma invece manifesta un'attitudine all'autoironia come buon antidoto per non farsi travolgere dalle responsabilità, trasformando così l'apparente distacco nella capacità di immedesimarsi con la realtà e le situazioni concretamente vissute.

Non è un caso che l'unica intervista durante il settennato, Laura Mattarella l'abbia rilasciata, al settimanale ‘Chi', per raccontare le sensazioni vissute venendo a contatto con i campi profughi, durante una visita di Stato in alcuni Paesi dell'Africa: “tutti dovrebbero visitare un campo profughi, soprattutto quelli che dicono che bisogna lasciarli là dove stanno –affermò- è necessario aiutarli a crescere, non possiamo confinarli e limitarci all'assistenza”.

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