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**Mattarella: le onorificenze a eroi quotidiani, aver cura Repubblica non è buonismo da libro Cuore** (3)

Di Redazione

“Persone che, come tante altre, senza alcuna ricerca di notorietà e senza attendersi ricompense, si occupano di chi si trova in difficoltà e promuovono concretamente l'interesse comune”, ha spiegato il Capo dello Stato, dimostrando di “avere cura della Repubblica”, facendone “vivere i principi nella vita quotidiana sociale e civile. Tanti” che ”nel nostro Paese, senza avere mai cercato né luce dei riflettori, né riconoscimenti” si rendono protagonisti di “gesti di coraggio e iniziative per il prossimo, cioè la ricerca di conseguire il bene comune. E il tutto fatto per una spontanea, normale scelta di vita quotidiana”.

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È La manifestazione di quella “diffusa e comune responsabilità repubblicana che grava su ciascuno”, la dimostrazione che “il nostro Paese è ricco di energie positive, di risorse di umanità, di senso della comunità”, un sentimento che “conferisce fiducia e speranza, anche sicurezza” e che trova il motore nella “solidarietà”, senza la quale “non esiste una vera comunità in cui vivere e convivere”.

"Storie di donne e di uomini, con differenti convinzioni politiche, culturali e religiose", che Mattarella evocò nel suo discorso di giuramento di fronte al Parlamento riunito in seduta comune, che "raccontano di un popolo che vogliamo sempre più libero, sicuro e solidale. Un popolo che si senta davvero comunità e che cammini con una nuova speranza verso un futuro di serenità e di pace", evitando “di cedere alla tentazione della rassegnazione. Tarlo pericoloso che blocca il Paese, che consuma il futuro, soprattutto dei giovani”. (di Sergio Amici)

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