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**Mattarella: una sola legge rinviata a Camere, rilievi su sei testi, basta decreti legge eterogenei**

Di Redazione

Roma, 26 dic. Una sola legge rinviata alle Camere, il 27 ottobre 2017, al tramonto della diciassettesima legislatura, quella sulle mine antiuomo, riapprovata nelle settimane scorse dal Parlamento, accogliendo i rilievi del Presidente della Repubblica, che aveva ravvisato una palese incostituzionalità per l'“irragionevole disparità” nell'applicazione delle sanzioni penali.

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Poi provvedimenti regolarmente promulgati segnalando però la presenza di criticità sulle quali intervenire, tali però da non costituire il presupposto per la richiesta di un nuovo esame delle Camere (codice antimafia, legge sul cosiddetto whistleblowing, decreto legge per il terremoto, leggi sulla commissione d'inchiesta sulle banche e sulla legittima difesa e il decreto legge sicurezza bis promosso dal ministro dell'Interno Matteo Salvini).

Infine due forti richiami al Governo e al Parlamento in occasione della promulgazione delle leggi di conversione dei decreti semplificazioni (settembre 2020) e Covid ( luglio 2021) per rilevare la presenza di “norme palesemente eterogenee rispetto all'oggetto e alle finalità dei provvedimenti d'urgenza". Sergio Mattarella nel corso del settennato ha esercitato così il potere di promulgazione delle leggi previsto dalla Costituzione, che all'articolo 74 riconosce al Capo dello Stato anche la possibilità di chiedere, “con messaggio motivato alle Camere”, prima di promulgare una legge, “una nuova deliberazione”.

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