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**Pd: Letta 'the winner' ma tra dem crepa con Conte, avanza fronte proporzionale** (2)

Di Redazione

Il 'corto circuito mediatico' a cui allude Letta è stata la doppia dichiarazione in sequenza di Salvini, e poi di Conte, sulla candidatura femminile mentre, raccontano fonti dem, il confronto sui nomi era ancora aperto. "Non c'è mai stato un veto su una personalità come Belloni, ma abbiamo fatto presente che su quel nome non c'era ancora una convergenza", racconta chi ha seguito la trattativa. Si sarebbero dovuti superare i no di parte del Pd, di Forza Italia, di Leu e di Matteo Renzi che si è scagliato come una furia per stoppare l'operazione. Con l'apporto poi di Luigi Di Maio.

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"Ma come? Salvini è sotto schiaffo dopo il flop di Casellati e tu gli dai sponda su Belloni?", lo sfogo dei dem di Conte. "Quando ha parlato Salvini, visto che aveva sentito Draghi, ci siamo chiesti se ci fosse il cappello del premier sulla Belloni. Poi abbiamo verificato che non era così: era solo un'altra mossa sconcertante".

Così nel giro di qualche ora, a tarda sera, la candidatura di Belloni era già bruciata. Poi la notte si è articolata su un doppio binario di trattativa: Casini e il Mattarella bis. Sul primo nome Renzi, centristi e pezzi di Fi hanno lavorato fino all'ultimo. Poi di fronte al definitivo no di Salvini, il tentativo su Casini si è interrotto e in mattinata si è sbloccata l'intesa sul Mattarella bis.

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