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**Quirinale: la corsa al Colle, dall'intesa su De Nicola alla rottura del Patto del Nazareno** (11)

Di Redazione

La Dc si presenta senza un suo candidato, disposta ad accettare che al Colle salga una personalità espressione dell'area laico-socialista. Ad esempio Ugo La Malfa, inviso però ai socialisti, che non hanno dimenticato il suo no a Nenni di sette anni prima. Bettino Craxi, segretario del Psi e astro nascente della politica italiana, predispone una rosa con i nomi di Antonio Giolitti, Francesco De Martino, Sandro Pertini e Norberto Bobbio, con una preferenza per il primo, sgradito però al Pci.

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Così, quando il 2 luglio convoca una conferenza stampa per annunciare che il candidato dei socialisti è Pertini, il primo a non crederci è proprio il diretto interessato, che, per evitare di essere bruciato, afferma di accettare solo se sarà sostenuto da “tutto l'arco costituzionale che rappresenta l'unità nazionale”.

Ci vorrà tuttavia ancora una settimana, la verifica dell'impossibilità di vedere eletto al Colle un altro socialista nel frattempo lanciato nella mischia, il giurista Giuliano Vassalli, perché la Dc si convinca a votare il due volte presidente della Camera, eletto l'8 luglio al sedicesimo scrutinio, con i voti, come del resto aveva chiesto, di tutti i partiti che in quel momento sostengono il Governo, tranne quindi il Msi: 832 su 1011 componenti e 995 votanti, 121 schede bianche, 6 nulle e 7 voti dispersi, una percentuale dell'82,3%, la più alta mai raggiunta.

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