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**Quirinale: la corsa al Colle, dall'intesa su De Nicola alla rottura del Patto del Nazareno** (3)

Di Redazione

Il 17 giugno dell'anno successivo, alla scadenza dei termini fissati per i lavori dell'Assemblea, De Nicola firma il decreto che ne proroga la durata per altri sei mesi, quindi il 25 giugno presenta le dimissioni, respinte il giorno dopo con 405 voti su 431 votanti e 556 aventi diritto, con 19 schede bianche, una nulla e 6 voti dispersi, nonostante nel frattempo il quadro politico sia profondamente mutato, con la rottura tra la Dc da un lato e Pci e Psi dall'altro e la nascita della nuova maggioranza di governo centrista.

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Entrata in vigore la Costituzione il primo gennaio del 1948, in base alla prima disposizione transitoria, De Nicola “esercita le attribuzioni di Presidente della Repubblica e ne assume il titolo”.

All'elezione del primo Presidente della Repubblica si arriva sulla scia delle elezioni del 18 aprile, dopo lo scontro tra Dc e Fronte popolare che sancisce la netta affermazione della prima. Il Parlamento in seduta comune viene convocato il 10 maggio e De Gasperi propone la candidatura del repubblicano Carlo Sforza, ministro degli Esteri, scelta finalizzata a manifestare un'apertura verso i laici e a sottolineare l'impegno internazionale dell'Italia.

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