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**Quirinale: no rieleggibilità, stop Moro-Togliatti, Mattarella riapre questione**

Di Redazione

Roma, 28 nov. Mai prima del 2013 era accaduto che un Presidente della Repubblica venisse rieletto, quando le forze politiche, di fronte ad uno stallo che sembrava insuperabile, chiesero a Giorgio Napolitano di restare al Quirinale. Un mandato poi rivelatosi a tempo, da molti evocato in queste settimane come precedente per ipotizzare una riconferma al Colle dell'attuale inquilino, Sergio Mattarella.

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Ma a prescindere dalla posizione personale, già all'inizio di quest'anno il Capo dello Stato ha posto la questione della rielezione come tema che merita un approfondimento di natura costituzionale al di là della contingenza politica. In Assemblea costituente, dopo un confronto tra Palmiro Togliatti e Aldo Moro, fu infatti deciso di non introdurre il divieto di rieleggibilità del Presidente in carica, prevedendo come bilanciamento l'istituto del 'semestre bianco'. Tema anche questo che secondo Mattarella meriterebbe un ripensamento.

Non a caso nel febbraio scorso, nel pieno della crisi del Governo Conte due e proprio all'inizio del suo ultimo anno di mandato, il Capo dello Stato, approfittando del 130/mo anniversario della nascita di un suo predecessore, Antonio Segni, ha citato il messaggio che questi inviò alle Camere il 17 settembre del 1963, ricordando che "fu l'occasione per esprimere la convinzione che fosse opportuno introdurre in Costituzione il principio della 'non immediata rieleggibilità' del Presidente della Repubblica.

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