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**Quirinale: Presidente incompatibile con altre cariche, cosa avviene se viene eletto Draghi** (2)

Di Redazione

Proprio per l'incompatibilità prevista dall'articolo 84, in caso di elezione a Presidente della Repubblica, il premier Mario Draghi dovrebbe presentare prima del giuramento e dell'insediamento le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato ancora in carica, senza tuttavia che possa essere seguita, come avviene in caso di crisi di governo, la normale procedura con presa d'atto e invito a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti e accettazione delle dimissioni contestualmente alla nomina del nuovo presidente del Consiglio.

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Perciò, secondo il parere di autorevoli giuristi, con la comunicazione delle dimissioni del premier al Consiglio dei ministri, assumerebbe la supplenza il ministro anziano, Renato Brunetta, a meno che nel frattempo non venga nominato un vicepresidente del Consiglio, che attualmente non c'è, o Draghi disponga diversamente. Una volta insediato al Quirinale l'ormai ex premier, il ministro che ha assunto la guida del Governo presenterebbe le sue dimissioni al nuovo Presidente della Repubblica.

A quel punto però si aprirebbe un altro inedito nella prassi che prevede che il presidente del Consiglio presenti le dimissioni per cortesia al nuovo Capo dello Stato e che questi le respinga. In questo caso infatti le dimissioni verrebbero accettate e dovrebbe aprirsi una formale crisi di governo per arrivare alla nomina di un nuovo premier. Una serie di passaggi formali che tuttavia potrebbero essere in qualche modo scanditi e definiti da un'intesa tra quelle stesse forze politiche che dovessero accordarsi sull'elezione di Draghi al Quirinale.

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