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**Referendum: appello per 3 Sì, Ceccanti e Morando tra firmatari**

Di Redazione

Roma, 23 mag. "In questi mesi il Parlamento sta facendo un lavoro positivo in materia di giustizia. Una partecipazione consapevole dei cittadini nel referendum, raggiungendo il quorum o avvicinandosi ad esso, può aiutare questo percorso. In particolare la riforma in itinere interviene con un indirizzo giusto su tre aspetti che si sovrappongono ai quesiti referendari". Si legge in un appello per 3 Sì ai 5 quesiti referendari firmato, tra gli altri, da Marco Bentivogli, Stefano Ceccanti, Enrico Morando, Claudio Petruccioli, Michele Salvati, Giorgio Tonini, Claudia Mancina, Magda Negri.

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"Quello che riteniamo più importante come posizionamento politico-culturale -si spiega- è il quesito che porta alla drastica riduzione della possibilità di passare dal ruolo di giudice a quello di accusatore, da quattro ad uno solo. Il quesito referendario va oltre e propone di azzerare i passaggi e quindi non dovrebbe essere superato neanche dall'entrata in vigore della riforma". Si tratta del quesito numero 3. "La confusione tra i ruoli è alla base di squilibri dentro l'ordine giudiziario e nel rapporto tra i poteri. Un sistema di impostazione democratico-liberale esige questo cambiamento".

Poi il quesito numero 4. "Molto significativo e positivo è anche il quesito che rompe un sistema autoreferenziale di valutazione dei magistrati: al di là delle differenze tecniche tra quello della riforma (che è solo una norma di delega, non immediatamente precettiva e che per questo non supera il referendum), far valutare i magistrati anche da altri è un passaggio importante di responsabilizzazione per quello che è un servizio pubblico di rendimento oggi largamente inadeguato".

Infine il quesito numero 5, quello che riguarda il Csm. "Positivo anche se minimale è il quesito sul sistema elettorale del Csm, l'unico che invece cadrebbe in caso di approvazione parlamentare della riforma perché tende a ridimensionare il peso delle correnti della magistratura".

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