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**Scrittori: Malaparte inedito, alla luce carteggio con storia d'amore e amicizia a Capri** (2)

Di Redazione

Loula appare il suo alter-ego, è lo specchio in cui Curzio (il vero nome era Kurt Erich Suckert) vuole e anela rispecchiarsi, per capire sé stesso e il mondo che lo circonda. E anche quando passa in rassegna stancamente la vita mondana della sua Capri, Malaparte non smette di stupire e di raccontare di sé nei corpi altrui.

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C'è una lettera strappata, dattiloscritta su carta blu, di cui resta appena una pagina e mezzo, ma dove si legge: "Un giorno si saprà quel che abbiamo fatto, e vorrò vedere il muso di quei vigliacchi di Capri! La prego, anzi, le impongo, di bruciar subito questa lettera. La guerra è virtualmente finita, ma non è finita. Mi obbedisca cara Loula. Ho fatto forse male a scriverle ciò. Mi obbedisca, almeno, se vuol darmi una prova di affetto. Sappia, insomma, che gli americani sono andati su tutte le furie, quando hanno saputo che mi avevano arrestato. Ciò non significa che io in avvenire non avrò noie: tenteranno di darmi noia ancora. Ma mi potrò difendere, e poi, fra un anno al massimo tutto questo sistema di arresti, di processi, etc. finirà e allora".

Di sei pagine ne restano appena tre scarse, Loula non obbedì all'ordine di bruciarla e così rimane traccia di questo delicato momento nella vita di Malaparte, nel 1943 a ridosso dell'arresto romano.

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