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Afghanistan: Romani (Ci), 'rafforzare politica estera Ue, no a esercito europeo'

Di Redazione

Roma, 26 ago. "Se si conferma la notizia degli arresti domiciliari di Hamid Karzai e Abdullah Abdullah, rispettivamente ex Presidente e capo dell'Alto consiglio per la riconciliazione nazionale, anche gli spiragli di un governo inclusivo sarebbero chiusi. E l'auspicato dialogo con le diverse sensibilità afghane, a partire dalla resistenza di Ahmad Massoud nel Panjshir, sarebbe pregiudicato". Così Paolo Romani, senatore di Coraggio Italia.

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"Alla rapidità dell'avanzata militare i talebani stavano contrapponendo la lentezza e la cautela nella definizione del nuovo assetto politico e contemporaneamente hanno iniziato a fare sfoggio ad una capacità comunicativa utilizzando ogni strumento mediatico. Un volto moderato che rischia di restare solo una maschera a copertura delle violenze e delle restrizioni che già si stanno perpetrando sul territorio. Quanto sta accadendo ha riaperto il dibattito sulla necessità di rafforzamento della politica estera dell'Unione Europea e sul maggior coordinamento fra gli Stati anche nella definizione di posizioni comuni".

"La questione è diventata di assoluto rilievo dal momento in cui la fuga in avanti degli USA negli accordi di Doha con i talebani ha di fatto spiazzato tutte le altre forze Nato presenti sul territorio afghano e costretto alla rovinosa fuga a cui stiamo assistendo. Ma attenzione a non confondere i piani: la proposta di un esercito europeo resta un'utopia del tutto irrealizzabile allo stato attuale dell'Unione e anzi fortemente pericolosa. Lo strumento militare è puramente politico e necessita di una governance chiara, non riscontrabile nell'attuale livello di coordinamento fra gli Stati dell'Unione.”

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