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Angelo Giallongo: «Il sovraindebitamento è un fenomeno in crescita. Ma uscire dalla crisi si può»

Di Redazione

(Ragusa 27 giugno 2022) - Ecco come, con la legge n. 3/2012 detta anche “Salva Suicidi”, il contribuente ha la possibilità di falcidiare i propri debiti.

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Secondo i dati stilati dalla Banca d'Italia il fenomeno del sovraindebitamento nella nostra penisola è in costante crescita: si calcola che attualmente coinvolga il 10% delle famiglie italiane, una stima che fotografa un fenomeno in preoccupante incremento dettato anche dal lungo periodo di emergenza pandemica che ha messo in ginocchio diversi settori dell'economia del Paese. La pesante condizione di insolvenza in cui versano cittadini, imprese e professionisti sta facendo emergere una situazione debitoria ormai insostenibile, come ci spiega il dott. Angelo Giallongo, commercialista e titolare dell'omonimo studio a Modica nel ragusano, che anche grazie alla competenza scaturita dal proprio ruolo istituzionale e politico ha il polso delle problematiche del territorio siciliano.

Giallongo indica due vie per contrastare questa crisi e rilanciare l'economia dell'Isola e, di riflesso, postula una formula che può portare benefici all'intera penisola.

«Oggi, una grande opportunità per risolvere in parte i problemi di sovraindebitamento in cui sono coinvolte famiglie e imprese ce la fornisce la legge n. 3/2012 detta anche “Salva Suicidi” e il suo più recente aggiornamento operato dalla Legge di conversione del Decreto Ristori (137/2020) che consente al contribuente meritevole di falcidiare i propri debiti qualora si venisse a trovare, senza colpa, in una condizione di sovraindebitamento, con la possibilità di ottenere la esdebitazione in tempi rapidi e a spese contenute. In questo caso, ricorrendo a un OCC (Organismo di Composizione della Crisi), è possibile sottoporre a un giudice la documentazione che accerti i requisiti e i presupposti per stralciare sensibilmente la massa debitoria, ottenere l'esdebitazione totale ed avere, dunque, una seconda possibilità che, anche a causa della pandemia ha visto sfumare».

Nel contempo, per Giallongo, è fondamentale non perdere “il treno” delle opportunità offerte dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza da poco varato.

«Una seconda opportunità, per poter contrastare questa condizione di crisi economica da parte delle imprese, è utilizzare al meglio i fondi del cosiddetto Piano di Ripresa e Resilienza che ha l'obiettivo di rilanciare la competitività e la produttività del nostro Paese, e soprattutto nel meridione d'Italia, incrementando e rafforzando settori basilari della nostra economia come l'aggiornamento tecnologico, quindi la digitalizzazione, aumentando gli investimenti per le infrastrutture e rilanciando cultura e turismo, due ambiti importanti per ripartire. Inoltre, il risanamento delle imprese e il consequenziale investimento può senza dubbio generare occupazione e quindi produrre ricchezza diffusa. Non sottovalutiamo questa opportunità, perché rappresenta un aspetto importante di crescita e uno sprone a superare questo momento di crisi facendoci trovare pronti per un nuovo corso economico».

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