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Brescia: Conzatti (Iv), 'femminicidio efferato, stereotipi ignobili su vittima'

Di Redazione

Roma, 30 mar. "Questo femminicidio di Rescaldina mi ha colpita più di altri per l'efferatezza lucida e bestiale di Davide Fontana. Dopo aver ucciso la sua vittima a martellate, le ha tagliato la gola. Ha smembrato il corpo in tre giorni e l'ha conservata in un freezer che ha comprato online. Per due mesi ha risposto agli sms dal cellulare della giovane donna fingendosi lei. Infine ha abbandonato i resti del corpo tra le montagne della provincia di Brescia". Così in un post su Facebook la senatrice di Italia Viva, Donatella Conzatti, segretaria della commissione Femminicidio.

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"Come altri autori di violenza è un uomo che sembra perfettamente a suo agio in altri settori della sua vita. Lo descrivono come un bancario, fotografo e food blogger per passione. Pochi scrivono che era anche attore hard amatoriale. Questa invece è l'unica descrizione che passa su di lei, Carol Maltesi. Che lavorava come commessa prima della crisi ed aveva un figlio piccolo. Poi il Covid e chissà cosa hanno comportato il cambio di vita. Eppure i titoli di troppi giornali parlavano di lei come di una pornostar, quasi a voler giustificare il reato di chi ammazza facendo a pezzi una giovane mamma, se è “solo” una pornostar. Uno stereotipo ignobile, aberrante, che uccide due volte questa donna".

"E per giustificare l'uomo si aggiunge che è stato un raptus. Senza dire che invece è stato lui a portarla verso la prostituzione dopo che è rimasta senza lavoro. Così a renderla una donna oggetto".

"Tutti gli uomini autori di reati di violenza -continua Conzatti- considerano le donne come oggetti. Tanto che togliere la vita è una facoltà che spetta ad un possessore, così come chi possiede un oggetto può romperlo a piacere. Quando un uomo si comporta così gli indizi si possono notare per tempo. E' una escalation non un raptus. Per questo diciamo che gli uomini autori di violenza vanno fermati, 'disinnescati' per tempo. I professionisti sanno intercettare questi segnali e sanno lavorare sul loro comportamento. Per questo abbiamo stanziato 3 milioni di euro per i centri ed i percorsi per gli uomini autori di violenza. Per prevenire".

"Ne abbiamo stanziati altri 2 di milioni anche per lavorare sugli uomini che sono condannati. Per evitare la recidiva. Per far sì che, scontata la pena e usciti dal carcere, non recidivino. Non commettano altri reati ai danni della stessa donna o di altre. Di fronte a reati come quello di Davide Fontana l'istinto è quello di volere una pena tale da non vederlo più in circolazione. Ma se un giorno, tra tanti anni, dovesse essere rilasciato, bisogna essere certi che ne frattempo sia stato trattato e rieducato".

"Non si lavora sugli uomini autori di violenza come Davide per aiutarli. Né per evitare loro una pena che resta tale e quale. Si lavora sugli uomini violenti per evitare che commettano ancora violenza e per proteggere le vittime. O le altre potenziali vittime”.

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