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Caruso (First Investigazioni): “Infedeltà coniugali, in tribunale valgono solo le prove raccolte da professionisti autorizzati”

Di Redazione

(Milano, 28/10/2021)() - Milano, 28/10/2021 - Un uso diverso dei social network o del telefono, l'improvvisa richiesta di maggiore privacy, più tempo passato fuori casa e un cambio di comportamento nell'intimità possono essere segnali di un tradimento da parte del partner. Cercare da soli le prove dell'infedeltà, però, potrebbe rivelarsi controproducente sia dal punto di vista emotivo sia da quello pratico, soprattutto nel caso in cui si intenda ottenere la separazione giudiziale con addebito al coniuge infedele.

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“È importante rivolgersi a investigatori professionisti, autorizzati dalla Prefettura, che sappiano muoversi nel modo giusto e che possano raccogliere prove video-fotografiche legalmente riconosciute in sede di udienza e valide anche per un eventuale affidamento di minori” spiega Massimiliano Caruso, titolare dell'agenzia milanese First Investigazioni. “La maggior parte delle richieste d'intervento riguarda proprio l'infedeltà coniugale” aggiunge Caruso, sottolineando come attraverso le indagini sia possibile “appurare l'identità della persona coinvolta, verificare con fotografie e video le circostanze e i modi in cui si realizza l'infedeltà per poi realizzare una relazione, che contenga tutte le prove necessarie per incastrare il partner infedele da poter utilizzare in tribunale”.

Prove che potranno essere determinanti sia per chiedere l'addebito della separazione al partener infedele sia per la previsione e la determinazione del mantenimento. “Quando c'è un nesso causale della separazione, non è detto che si debba versare un assegno di mantenimento - prosegue Caruso - Proprio per questo in caso di separazione, uno dei due coniugi potrebbe ricorrere al servizio di investigazione”. L'articolo 438 del codice civile prevede che gli alimenti possano “essere chiesti solo da chi versa in stato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento” e che debbano essere “assegnati in proporzione del bisogno di chi li domanda e delle condizioni economiche di chi deve somministrarli”. Perciò le indagini potrebbero essere fondamentali per dimostrare la presenza di redditi non dichiarati o di ulteriori fonti di guadagno in capo a entrambi i coniugi.

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