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Csm: procura Brescia riapre indagini su pm Milano

Di Redazione

Milano, 30 dic. La procura di Brescia ha deciso di riaprire le indagini sui magistrati milanesi Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro. Chiesti altri sei mesi per approfondire alcuni aspetti dell'inchiesta in cui il procuratore aggiunto e il sostituto sono accusati di omissione d'atti d'ufficio, nell'ipotesi che abbiano nascosto prove utili alla difesa nel procedimento per corruzione internazionale Eni-Nigeria (poi finito in primo grado con un'assoluzione). Lo rende noto Il Fatto quotidiano.

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Il procuratore di Brescia Francesco Prete e il suo sostituto Donato Greco hanno chiesto altro tempo dopo aver sentito i due pm milanesi che, ricevuto l'avviso di fine indagini il 9 ottobre, si erano fatti interrogare a inizio dicembre. I magistrati bresciani scrivono che "in sede di interrogatorio reso dagli indagati è emersa la necessità di compiere ulteriori indagini", rende noto il giornale. In particolare servirebbe una consulenza per verificare "la possibilità tecnica di estrapolare dalla copia forense di un dispositivo solo alcuni dati di interesse".

Inoltre, "appare necessario", scrivono i pm bresciani, "acquisire ed analizzare gli atti" del procedimento sul cosiddetto complotto: "in modo da verificare la predetta circostanza, utile per un giudizio di attendibilità del dichiarante Storari", che a Brescia ha accusato i colleghi De Pasquale e Spadaro di non aver depositato atti nel processo Eni-Nigeria che a suo dire provavano l'inattendibilità del teste Armanna ed erano dunque utili alla difesa di Eni e dei suoi manager. L'acquisizione non poteva essere fatta prima, spiegano i pm di Brescia, "nel rispetto del segreto investigativo": ora caduto perché il 10 dicembre è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini.

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