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Formazione: Univ. europea di Roma, 1° master in 'Psicologia ed etica delle cure palliative'

Di Redazione

Roma, 28 gen. (Labitalia) - Come si vive quando ci si trova in una condizione di lunga degenza, quando si è costretti a letto da una patologia invalidante, quando si è afflitti da una malattia cronica? E come affrontano questa nuova situazione le famiglie dei pazienti? L'esperienza della malattia non è soltanto individuale, ma sociale perché coinvolge il complesso mondo delle relazioni. Per dare delle risposte concrete alla crescente domanda di esperti che possano impattare sulla cura del malato l'Università europea di Roma inaugura il primo master in 'Psicologia ed etica delle cure palliative'. Quando si sente parlare di palliazione, si immagina che essa riguardi unicamente il dolore. In realtà, pur partendo dalla consapevolezza che non è possibile incidere sul cambiamento totale delle condizioni di salute, le cure palliative si occupano del benessere generale del paziente. Lo scopo è conservare e proteggere sempre la sua dignità, la qualità della vita e le relazioni con la famiglia d'origine. Il master, diretto da Claudia Navarini, filosofo morale e coordinatrice del corso di laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche ha la durata di 1 anno. Il percorso si rivolge a coloro che svolgono o intendono svolgere professioni autonome o in equipe nell'ambito della palliazione in ospedali e strutture di lungodegenza: psicologi, medici, operatori sanitari, manager in ambito sanitario pubblico e privato, assistenti sociali, formatori e volontari. Nel percorso verranno affrontati gli aspetti etici, culturali, antropologici, sociali, medici, legislativi e organizzativi dell'esperienza delle pratiche di palliazione e in maniera particolare delle cure palliative precoci simultanee. Queste ultime sono fondamentali per il benessere del malato che viene assunto totalmente dalle strutture organizzative per assicurarne i bisogni fisici, psicologici e spirituali.

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