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Frenare la curva della povertà insieme a quella dei contagi

Di Redazione

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Gianmario Bertollo (Legge3.it): «In Italia, si parla già di 2,5 milioni di nuovi poveri, è necessario dare un aiuto concreto, iniziando anche da un'educazione finanziaria fin dalle scuole elementari»

Roma, 20 luglio 2021 - Il recente calo dei contagi sta regalando una ventata d'ottimismo all'Italia, con l'auspicio di poter presto voltare pagina dopo le tante dure esperienze causate dalla pandemia e dal lockdown. Una fiducia verso il futuro che si scontra, però, con l'evidenza di una crisi economica che sta impoverendo sempre più famiglie e che vede Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it, in prima linea. La sua agenzia, specializzata in riabilitazione creditizia, sta infatti registrando un aumento di richieste d'aiuto.

«Abbiamo riscontrato un incremento costante di richieste di aiuto a partire dal marzo 2020 – sottolinea Gianmario Bertollo – ma il picco si sta verificando ora, con i vari sblocchi delle agevolazioni, come quelli riguardanti i licenziamenti, già avvenuti o che avverranno nei prossimi mesi. Prevediamo che in autunno ci saranno altri picchi di richieste per casi di sovraindebitamento».

Una previsione non proprio confortante che trova conferma anche nei dati Istat che parlano già di 2,5 milioni di nuovi poveri in Italia, e che si sommano a quelli dell'Indagine straordinaria sulle famiglie italiane ai tempi del Covid-19, condotta da Banca d'Italia, e ripresa da Coldiretti, sulla povertà alimentare. Quasi 4 italiani su 10 (38,6%) hanno smesso o ridotto gli acquisti nei negozi alimentari e di altri beni essenziali, il 6,3% della popolazione nazionale adulta ha difficoltà agarantirsi un pasto, con percentuali che variano dal 3,2% del Centro Italia al 5,6% del Nord, fino al 9% nel Sud.

Come è facile intuire, dunque, la crisi economica determinata dalla pandemia si è tradotta, per molti, nella necessità di chiedere prestiti, andando spesso ad accumulare debiti sempre maggiori. Gli ultimi dati parlano di 96 miliardi di euro chiesti in prestito, di 200 mila richieste di sospensione rate mutui e di 245mila immobili messi all'asta, compresi ospedali e conventi. Il fondatore di Legge3.it, da anni al fianco di privati e imprenditori sovraindebitati, ricorda però che, per uscire da un incubo che può portare persino a scelte estreme, esiste da 9 anni la Legge 3 del 2012 denominata la “SalvaSuicidi”. Una norma che dà la possibilità, a chi lotta contro i troppi debiti, di tirare una linea con ilpassato. «È una legge di civiltà che permette alle persone in difficoltà di ritornare ad essere risorse per l'intera comunità. Mi sarei aspettato – commenta Bertollo - che la classe dirigente di questo Paese avesse divulgato con forza la conoscenza di questa legge nei lunghissimi mesi appena trascorsi. Invece, silenzio assoluto da parte delle istituzioni».

In Germania è stato calcolato che ogni euro investito per far uscire un cittadino dal sovraindebitamento ha portato 6 euro di vantaggio al bilancio dello Stato. Per questo Bertollo pensa che la creazione di un fondo a disposizione delle persone che vogliono accedere ai benefici della Legge 3 si rivelerebbe una scelta vantaggiosa per lo Stato stesso. Così come non nasconde che, per fronteggiare l'emergenza, sarebbe servita una task force formata da soggetti che conoscono il mondo del lavoro, non in teoria ma nella pratica. Imprenditori grandi e piccoli, lavoratori dipendenti delle imprese più colpite e rappresentanti delle famiglie invece di professori universitari e tecnici di Ministeri.

Avendo il Covid ampliato il divario tra “ricchi e poveri”, conclude Gianmario Bertollo, è ormai necessaria anche un'educazione finanziaria: «C'è bisogno di inserire nelle materie di studio, fin dalle scuole elementari, l'Educazione Finanziaria e, magari, anche l'avvio all'imprenditorialità, per evitare poi di fare errori che possano tradursi in una chiusura di piccole e medie aziende a ogni crisi».

Gianmario Bertollo, inoltre, insieme ad altre persone che negli anni ha aiutato con Legge3.it, ha fondato un'Associazione No Profit che si chiama “Liberi dal Debito”, con il progetto di diramare l'educazione finanziaria e la propaganda della Legge 3 in aiuto ai debitori. L'obiettivo è quello di iniziare proprio dalle scuole con la divulgazione della conoscenza.

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