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Inps, Nisini a Orlando: "Nessuno vuole fare guerra ai poveri ma Rdc va rivisto"

Di Redazione

Roma, 13 lug. (Labitalia) - "Siamo al governo insieme, forze politiche diverse impegnate in un progetto di unità nazionale. Come è possibile pensare che qualcuno al governo voglia fare guerra ai poveri? La Lega poi ha sempre avuto una forte dimensione sociale, attenta ai bisogni della gente comune. Se vogliamo pensare però a migliorare la condizione di tante persone che si trovano senza lavoro, il Rdc deve essere completamente rivisto perché proprio come emerge dal rapporto non ha svolto quella funzione di ponte nel ricollocare nel mercato del lavoro chi ne era al di fuori". Così, con Adnkronos/Labitalia, Tiziana Nisini, esponente della Lega e sottosegretaria al Lavoro, risponde al ministro del Lavoro Andrea Orlando che oggi, in occasione della presentazione del Rapporto annuale Inps, si era detto preoccupato che "si sia in procinto di attuare una pericolosa, sbagliata campagna contro i poveri e di criminalizzazione della povertà". "Allo stesso modo, giudico positivamente -spiega Nisini- la vittoria della Lega sui contratti a termine. I dati parlano chiaro, c'è voglia di crescere da parte delle aziende e quindi riteniamo che dare più flessibilità alle imprese sui contratti a termine sia uno strumento utile a far ripartire il mercato del lavoro e l'occupazione. Per quanto riguarda invece la flessione sui contratti a tempo indeterminato è stata causata dall'incertezza della crisi pandemica", continua la sottosegretaria. E secondo Nisini "L'analisi" dell'Inps "mostra che ci sono 3,7 milioni di beneficiari del Rdc ma nonostante ciò il mondo dell'horeca e dell'agricoltura non trovano personale proprio a causa del reddito. Le denunce arrivano direttamente dagli imprenditori che sono in grave difficoltà in un momento in cui il paese sta ripartendo e c'è bisogno di manodopera. Questo ci deve far riflettere subito sull'apportare con urgenza correttivi importanti allo strumento del Rdc", spiega ancora. "Infatti un altro dato che emerge -continua Nisini- è la mancanza di formazione e competenze. E' indispensabile lavorare sulle politiche attive creando sinergie tra pubblico e privato perché i centri per l'impiego, come è evidente e sotto gli occhi di tutti, non hanno dato slancio all' occupazione", conclude.

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