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Intervista a Angelo Donno: “nell'ultimo romanzo c'è la mia terra e nuovi briganti. È in libreria ‘E poi venne sera'

Di Redazione

(Lecce 9 dicembre 2021) - È in libreria per le edizioni Besa il nuovo romanzo di Angelo Donno: “E poi venne sera”, una narrazione avvincente che si sospende tra briganti partigiani e un amore tutto da vivere

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Un pensatore a metà tra la necessità di leggere la storia con gli occhi dell'interprete appassionato e quella di mettere in prosa i frutti della propria fantasia. È Angelo Donno, lo scrittore pugliese, che in occasione dell'uscita del proprio terzo romanzo “E poi venne sera” ci rilascia in esclusiva un'intervista.

“Nel romanzo c'è la mia terra, il Salento. C'è l'amore, c'è la storia. Ci sono i briganti. E il loro grande spirito partigiano, troppo spesso tralasciato nei trattati storici. Se il sud, il meridione come largamente inteso, è quello che conosciamo lo dobbiamo a un periodo risorgimentale che fu teatro di una impresa partigiana mirata, reazione alla percezione di una estorsione, di una invasione. Di questa impresa partigiana i briganti sono stati grandi esecutori” ci spiega Donno, il cui parlare è davvero un piacere per la mente di chi ascolta.

“In ‘E poi venne sera' mi muovo su due direttrici: quella storica e quella narrativa. È attraverso la storia d'amore tra un uomo e una donna che andiamo a scoprire il Risorgimento dei briganti, ad esplorare quel pezzo di Salento che è stato Terra D'Otranto. Estremo lembo di quello che era stato il Regno delle Due Sicilie, due anni dopo l'unificazione e quindi dopo la nascita del Regno d'Italia” aggiunge Donno.

E infatti nel prologo si legge: “La speranza è che quelle vicende, trasformate in pagine romanzate, siano servite ad alimentare una più serena e obiettiva visione degli avvenimenti dell'epoca. Il momento potrebbe essere opportuno, visto che oramai lo sguardo, soprattutto delle nuove generazioni, è rivolto ben al di là dei confini del nostro paese, proiettati come siamo a divenire cittadini del mondo”.

Scrivere un romanzo storico è un lavoro di enorme perizia oltre che di cesello e rifinitura. Studiare per prima cosa, attingere alle fonti, decifrare e selezionare.

“Scrivere un romanzo storico presuppone che il racconto del contesto storico sia rigoroso perché la parte narrativa si inserisce in un quadro che deve trovare un riscontro continuo, tutto quello che scrivi e che descrivi doveva esistere veramente nei termini in cui lo illustri. Le abitudini, i tratti sociali e societari. Si tratta di attenzioni maniacali ma funzionali a trascinare il lettore in un'altra epoca”.

“È un romanzo che mi piace comunque definire ‘leggero', nel senso nobile del termine. Il contesto narrativo si inserisce in quello storico senza strizzare l'occhio alla saggistica. Devo molto alla mia amicizia e alla frequentazione di Pino Aprile che mi ha spinto molto ad intraprendere questi meravigliosi e impagabili viaggi della penna e della mente”.

“E poi venne sera” è in libreria per le edizioni Besa, un consiglio di lettura da non trascurare.

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