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Islam: Sardone, 'Ue continua a promuovere eventi con donne velate'

Di Redazione

Roma, 2 lug. “Spiace constatare, per l'ennesima volta, la preoccupante deriva dell'Unione europea sui diritti delle donne. Bruxelles continua a promuovere campagne di comunicazione per eventi o progetti europei con donne velate come protagoniste. Una modalità usata dall'Ue per non urtare la comunità islamica e per veicolare il messaggio che il velo islamico sia un simbolo di libertà. L'ultima scelta di questo tipo riguarda ‘L'Anno europeo della gioventù 2022', che vede tra le immagini di promozione una ragazza velata". Lo denuncia Silvia Sardone, europarlamentare della Lega.

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"Purtroppo -aggiunge- non è la prima volta: anche per la ‘Conferenza sul futuro dell'Europa' era stata scelta una donna con hijab e nelle illustrazioni sui ‘Diritti fondamentali nell'Unione' e del ‘Mese della diversità' trovano spazio immagini di donne con velo. È desolante che l'Ue diffonda il messaggio che il velo islamico sia un simbolo di arricchimento culturale, di rispetto verso religioni e tradizioni, di libertà per le donne. Noi della Lega siamo chiarissimi su questo punto: il velo islamico è messaggio di sottomissione, di costrizione, di non libertà e non andrebbe assolutamente usato tra i simboli europei o come immagine sul futuro del nostro continente".

"È paradossale -conclude Sardone- che, mentre le istituzioni Ue sembrano più interessate ad avvicinare le comunità islamiche con queste scelte di immagine, in Parlamento europeo la maggioranza di sinistra, con la complicità di alcuni eurodeputati del Partito democratico, abbia votato contro la proposta del gruppo Id di discutere in Aula il tema della persecuzione dei cristiani nel mondo, a cominciare dal tragico caso di Deborah Samuel, picchiata a morte e data alle fiamme in Nigeria per un messaggio sul cellulare".

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