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Liti per l'eredità, strage in famiglia a Licata

Di Redazione

Licata (Agrigento), 26 gen. (dall'inviata Elvira Terranova) - Aveva pianificato tutto, fin nei minimi particolari, Angelo Tardino, imprenditore agricolo di Licata di 48 anni. Alle sei di questa mattina è uscito di casa, ma invece di andare in campagna a coltivare i suoi terreni, si è precipitato a casa del fratello Diego, 44 anni, in contrada Safarello. Da tempo i due non abitavano più nella stessa palazzina, a causa dei continui dissidi per la divisione di alcuni terreni coltivati, di un pozzo. Addosso, Angelo Tardino, aveva almeno due armi, una calibro nove e un revolver. Tutte regolarmente detenute. Suona al cancello e Diego gli apre. La discussione si anima. Antonio inizia a sparare e lo colpisce, una, due, tre volte. Diego stramazza al suolo, senza vita. Angelo Tardino entra in casa e inizia a cercare, stanza per stanza, la moglie e i figli del fratello. La prima a cadere sotto i suoi colpi, almeno quattro, è Alessandra Ballacchino, la moglie di Diego Tardino. Poi tocca ad Alessia Tardino, di 15 anni, che oggi avrebbe dovuto fare la versione di greco al liceo Linares. Infine, l'ultimo colpo è stato destinato al più piccolo della famiglia, Vincenzino, di appena 11 anni. Verrà trovato, solo molte ore dopo, sotto il letto, avvolto nella coperta. Ha scaricato sulla famiglia tutti i sedici colpi di pistola.

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Angelo Tardino, dopo la carneficina, lascia l'abitazione del fratello, e chiama la moglie. "Ho fatto una folli, li ho ammazzati tutti", le dice. "Ora mi ammazzo". La moglie inizia a gridare e gli dice: "Cosa hai fatto?" e chiama subito i carabinieri. "Mio marito ha ucciso mio cognato e la sua famiglia, ora vuole uccidersi. Aiutatemi". Scatta la ricerca. I Carabinieri chiamano al telefono Angelo Tardino che risponde. Iniziano a parlare. L'uomo vuole costituirsi, poi all'improvviso cambia idea. Chiude la telefonata e sparisce. Diventa irreperibile. I militari nel frattempo lo localizzano e lo raggiungono, sotto un cavalcavia, in via Mauro De Mauro, nella zona di Oltreponte. Ma è troppo tardi. Sentono uno, due spari. Tardino si è sparato alla tempia. E si accascia a terra, con il cervello spappolato. Verrà trasferito in eliambulanza all'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta, dove morirà dopo alcune ore. Le ferite in testa sono troppo gravi.

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