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M5S: Masi, 'non sono mediatore, problema passare da movimento a partito'

Di Redazione

Roma, 28 giu. “Non confermo affatto il ruolo di mediatore che mi viene attribuito. Ho studiato le vicende organizzative del M5S, ne scrivo quasi quotidianamente, ma non sono assolutamente un mediatore". Lo ha affermato il sociologo Domenico De Masi, Domenico De Masi, ai microfoni della trasmissione “L'Italia s'è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell'Università Niccolò Cusano.

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"Il M5S -ha spiegato- ha avuto un grande successo alle elezioni del 2013 e poi ancora di più a quelle del 2018, questo è avvenuto perché un italiano su 3 ha votato il M5S in quanto questa forza politica presentava novità e particolarità. Nello stesso Movimento esisteva un'ala governativa e un'ala movimentista rappresentata da Di Battista, questa era un'originalità. Poi c'era un'anima digitale, perché il M5S si è servito molto della piattaforma Rousseau. Poi c'è stata la radicalità, era un partito drastico che andava avanti con slogan e azioni molto forti. E poi c'era il carisma dei fondatori Grillo e Casaleggio padre. Poi una ad una queste gambe sono state tagliate. L'ala movimentista non c'è più così come l'ala digitale, la radicalità si è attenuata, questi cambiamenti hanno trasformato il Movimento in partito e hanno creato una forte conflittualità tra l'ala movimentista e quella governativa".

"Conte personalizza l'ala governativa e Grillo quella movimentista. Il problema è che tutti i partiti che noi conosciamo in Italia e all'estero sono nati come movimenti e poi sono diventati partiti. Il problema del passaggio da movimento a partito è di passare da mucchio di sabbia a mattone, nel frattempo si spargono i granelli, però come mattone è più compatto".

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