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Roma: Bettini, 'da Monda menzogne, mia sorella minacciata, valuto querele'

Di Redazione

Roma, 30 mar "La lettera di Antonio Monda oggi su Repubblica, circa la sua vicenda con la Festa del Cinema di Roma, è molto grave. Non entro nel merito delle sue opinioni, piuttosto ho il dovere di smentire le menzogne rispetto alla mia condotta e al mio ruolo. Monda non mi nomina direttamente, ma dal testo è inequivocabile che si riferisca al sottoscritto". Lo scrive Goffredo Bettini in un post su Facebook che replica all'intervento di Antonio Monda sulla Festa del cinema di Roma pubblicato su 'Repubblica'.

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"1) Avrei messo un veto politico sulla sua riconferma dopo 7 anni per interessi familiari, in quanto mia sorella Fabia dirige “Alice nella città”, una rassegna autonoma rivolta a ragazze e ragazzi che ha una convenzione con la Festa del Cinema dalla prima edizione -spiega Bettini-. Non solo non ho messo veti, ma nessun politico, amministratore, giornalista, regista, produttore (potrei continuare) può sostenere di aver subito anche una minima o indiretta interferenza da parte mia per condizionare la scelta. Ho mantenuto un riserbo totale".

"Le decisioni sono state assunte in piena libertà dai soci e in primo luogo dal Sindaco Gualtieri. Che mi piacerebbe confermassero pubblicamente ciò che sto affermando. Il Cda della Fondazione Cinema per Roma all'unanimità ha deciso di non confermare il direttore artistico, per un fatto (credo) persino fisiologico e di chiamare due personalità di grande prestigio come Gian Luca Farinelli e Paola Malanga per aprire una nuova fase di vita dell'evento", prosegue l'esponente del Pd.

"2) Monda parla di una generica pressione politica anche del Pd locale, del tutto inventata. Le pressioni politiche amplissime, improprie, eterogenee, scomposte, del tutto estranee al merito dell'argomento “cinema”, sono partite in difesa di Monda. Accompagnate da una campagna stampa, di alcuni giornali, sproporzionata, francamente, alla rilevanza della questione. Le relazioni in Italia contano più del merito e la mondanità (sic!) paga", scrive ancora Bettini.

"3) Nella lettera si denigrano con mancanza totale di stile le prime edizioni della Festa, dopo averla fondata, da me dirette. Sulla dimensione del budget ricordo che allora era composto in grandissima parte da sponsor privati, oggi ridotti ad una miseria. Sulla penosa rivendicazione da parte di Monda di essere stato il primo ad aver portato le star internazionali a Roma, ricordo chi fu presente nelle edizioni 2006-2007 e 2008", prosegue.

"Per spirito di verità le elenco tutte: nel 2006 Dario fo, Richard Gere, Luc Besson, Giuseppe Tornatore, Martin Scorsese, Ksenia Rappaport, Harrison Ford, Leonardo di Caprio, Mira Nair, Nicole Kidman, Robert de Niro, Robert Guediguian, Sean Connery, Vera Farmiga. Nel 2007: Ang Lee, Bruno Ganz, Alexandra Maria Lara, Ellen Page, Monica Bellucci, Colin Firth, Emile Hirsch, Francis Ford Coppola, Geoffret Rush, Gerard Depardieu, Halle Berry, Jonathan Rhys Meyer, Julie Taymor, Julio Medem, Kabir Bedi, Peter Bogdanovich, Reese Whiterspoon, Sean Penn, Sofia Coppola, Sofia Loren, Terrence Malik, Tim Roth, Tom Cruise, Dario Fo. Nel 2008: Al Pacino, Cassel Vincent, Carlo Verdone, Matthew Modine, Viggo Mortensen, David Cronemberg, Colin Farrel, Ed Harris, Ellen Burstyn, Francois Dupeyron, Gael Garcia Bernal, Gaspar Noe, Jane Campion, Jean Pierre Bacri, Jessica Biel, Michael Cimino, Nathalie Baye, Peter Greenaway, Robert Pattinson", elenca Bettini.

"C'è una differenza ulteriore, tuttavia. Tutti i grandi artisti che abbiamo ospitato nelle prime edizioni accompagnavano i loro film presentati a Roma in prima mondiale e internazionale. Oggi non è così. Spesso si sono presentati film senza cast e visti in altri festival -prosegue Bettini-. Sono stato tirato per i capelli in questa polemica; costruita ad arte in modo spregiudicato. Ma occorre ristabilire la verità quando si supera il segno. E il clima creato ha superato il segno. Saranno i miei avvocati a valutare se ci sono gli estremi per una querela penale e civile circa il riferimento ad un mio interesse personale o familiare in questa vicenda".

"La Polizia di Stato si sta muovendo in modo eccellente per risalire ai nessi e agli autori materiali di una sporca vicenda che ha riguardato la mia famiglia: sono infatti arrivate nei mesi precedenti due lettere anonime a mia sorella", spiega Bettini.

"Fra le tante minacce contenute in queste lettere, chi scrive pensa di offendere con l'epiteto “sporca comunista”. Naturalmente, non occupandosi mia sorella di politica, la sua colpa è di avere un fratello che è stato dirigente del Pci. Essere stato un comunista italiano per me è un vanto, un onore, la prova di una formazione personale rigorosa, sobria e integerrima. Sporchi non erano i comunisti italiani ma chi, oggi come allora, si nasconde per colpire dietro l'anonimato e la delazione", conclude il dirigente nazionale del Pd.

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