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Scuola: Turi (Uil), 'non accettiamo nota Mi, domani Consiglio nazionale su ritiro firma'

Di Redazione

Roma, 24 ago. "Il protocollo sulla sicurezza è stato firmato con convinzione dalla Uil Scuola. Quel che non possiamo accettare è la nota unilaterale del Mi che stravolge i contenuti del protocollo stesso. Un cambiamento sopravvenuto, unilaterale che mina le relazioni sindacali e mostra la pesante ingerenza della politica nel dibattito, per condizionarlo. Ne esce uno scontro ideologico che alla scuola proprio non serve". Lo ha detto Pino Turi, questa mattina, in apertura di riunione con il ministro Bianchi secondo quanto si legge in un comunicato del Sindacato.

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Quindi il sindacalista afferma: "Abbiamo fatto di tutto per trovare una mediazione - sui fatti e non sulle ideologie – mentre i partiti non sono riusciti a prendere una posizione chiara in Parlamento e scaricano sui più deboli, sui lavoratori più coscienti e responsabili, le loro contraddizioni non trovando di meglio che armarsi del randello dei divieti e delle punizioni, come dimostrazione di una forza di governo che invece manca. Noi non ci stiamo e domani nel Consiglio nazionale dei segretari regionali decideremo se ritirare o meno la nostra firma visto che questo protocollo è diventato altro rispetto all'obiettivo di una scuola in presenza e in sicurezza, che il datore di lavoro - ricorda - deve a tutti i suoi dipendenti, viceversa si travisano tutte le leggi che sanciscono tale diritto. Che cosa vogliamo applicare? Un nuovo diritto positivo basato una sorta di Gran Jury della maggioranza, quella dei più forti? E volete che il sindacato si giri dall'altra parte?"

"Abbiamo supplenti che dovranno prendere il posto dei docenti e lavoratori sospesi dal servizio e dallo stipendio a loro volta valutati sul possesso del green pass, come se la scuola fosse un ristorante c'è chi entra e c'è chi esce. Abbiamo proposto - rimarca - una moratoria, nei cui margini le scuole possono definire convenzioni con le Asl e i privati, attendendo la conversione in legge del decreto che dovrà affrontare i temi in atto, entrando nel dibattito ed evitando discriminazioni come quelle che si stanno consumando ai danni dei lavoratori della scuola".

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