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Di Redazione

Roma, 24 dic. "La decisione del governo di chiudere solo le discoteche dimostra ancora una volta la distanza fra chi decide per noi e la realtà. Per l'ennesima volta ci hanno usato come capro espiatorio, solo per far vedere che fanno qualcosa, quando non c'è un solo motivo scientifico per chiuderci. Siamo sconcertati, abbiamo il morale a terra". E' lo sfogo che il noto gestore di locali in Italia Tito Pinton affida all'Adnkronos all'indomani delle nuove regole anti covid stabilite dalla cabina di regia governativa, che prevedono la chiusura totale delle discoteche fino al 31 gennaio.

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"Noi un anno e mezzo fa avevamo proposto di far fare il tampone a tutti -incalza Pinton, che gestisce, oltre al celebre Muretto di Jesolo, anche il Musica di Riccione e l'Extra Extra di Padova- Se tutti fanno il tampone e sono negativi, qual è il problema? Siamo sempre un soggetto da usare a favore dei media. Non c'è una spiegazione scientifica per questa chiusura". Oltretutto, è l'allarme lanciato dal manager, "così facendo aumentano la possibilità che nascano iniziative private e abusive, senza controllo. I nostri locali invece sono controllati, ci sono controlli ferrei e adeguati". "Si pensi -prosegue Pinton- agli alberghi che fanno i cenoni di Capodanno. Non fanno la festa dopo? O nei ristoranti, il 31, dopo la mezzanotte non si balla? E' consentito, perché si chiama 'ballo spontaneo'".

Il discorso, per il gestore, è anche sui numeri: "Quante discoteche ci sono in Italia? Pochissime. E' una misura che si riferisce dunque a poche persone. Ma così mandano in rovina chi ci lavora. La verità è che non conoscono di cosa parlano. Evidentemente non sono mai stati in una discoteca, non sanno come funziona". L'amarezza è anche per il fatto che non sia mai stato avviato un confronto con le istituzioni. "Non ci hanno mai sentito, Speranza non ci ha mai incontrato, ci hanno sempre evitato -si sfoga Pinton- Gli abbiamo inviato una lettera nel settembre del 2020. Non mi ha mai risposto". Il morale "è a terra. La cosa che fa più male è che non conoscono di cosa stanno parlando", conclude il manager.

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