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Turchia: lira ai minimi su crisi diplomatica, vicina quota 10 su dollaro

Di Redazione

Roma, 25 ott. - Come prevedibile è costata cara alla lira turca la crisi diplomatica, aperta dall'ordine del presidente turco Recep Tayyip Erdogan di espellere dieci ambasciatori stranieri che avevano chiesto il rilascio dell'attivista Osman Kavala: la moneta è scesa infatti ai mimimi storici sul dollaro Usa, avvicinandosi a quota 10 lire per un biglietto verde, prima di stabilizzarsi intorno a quota 9,63.

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In mattinata la valuta turca era scesa a 9,8395 contro il biglietto verde sui mercati asiatici, accentuando il calo registrato venerdì quando aveva chiuso gli scambi a 9,5862. L'analista Axel Rudolph, di Commerzbank, vede come possibile il superamento della soglia psicologica di 10 lire per un dollaro, e non esclude neppure "il raggiungimento di un target a 11,04". A inizio ottobre la valuta di Ankara quotava intorno a 8,80.

Peraltro la crisi diplomatica va a sommarsi agli effetti depressivi della crisi monetaria, scoppiata dopo che giovedì la banca centrale di Ankara - sempre su indicazione di Erdogan - aveva abbassato di due punti percentuali il tasso di interesse di riferimento portandolo al 16%, nonostante i moniti degli analisti per i rischi che simili interventi potrebbero avere su cambi e inflazione. All'inizio del mese, la Banca Mondiale ha lanciato un monito sui pericoli di instabilità finanziaria nei mercati turchi in caso di tagli dei tassi di interesse visto che "la continuazione di una politica monetaria espansiva potrebbe indebolire ulteriormente la fiducia degli investitori, aumentare la volatilità del mercato e minacciare la stabilità macrofinanziaria nel prossimo periodo". La valuta turca ha perso oltre il 65% del suo valore dal 2018, con uno degli andamenti peggiori fra le monete dei mercati emergenti.

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