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Ucraina: Boldrini, 'no aumento spese militari, sì a stati uniti d'Europa'

Di Redazione

Roma, 29 mar. “Bisogna fare di tutto per porre fine alla guerra in Ucraina. I leader mondiali dovrebbero utilizzare il loro peso politico al servizio della pace. L'Unione Europa ha la responsabilità storica di svolgere il ruolo di agente di pace anche quando i conflitti scoppiano ai suoi confini. In questo periodo assistiamo, invece, all'invio di armi in Ucraina e a una corsa agli armamenti da parte dei singoli Paesi membri. Bisognerebbe piuttosto rilanciare una politica estera comune, propedeutica alla creazione di un esercito comune europeo". Così Laura Boldrini nel corso di un'intervista a Rainews24.

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"In questo contesto è necessario, anzi prioritario, portare a compimento il progetto di una maggiore integrazione politica, con la definizione degli Stati Uniti d'Europa: se non ora, quando? Le conseguenze del conflitto in Italia si avvertono già sotto il profilo economico: aumentano i costi delle bollette e di beni necessari così che per alcune fasce sociali diventa più difficile arrivare alla fine del mese. Bisogna quindi operare delle scelte: utilizzare le risorse a disposizione per calmierare il caro energia, andando incontro alle esigenze di famiglie e imprese, oppure per comprare nuove armi?".

"Ci sono ambiti in cui gli impegni internazionali non sempre vengono rispettati e questo viene accettato di buon grado. Mi riferisco all'aiuto allo sviluppo. L'obiettivo dello 0.70% del reddito nazionale lordo entro il 2030, con una tappa intermedia dello 0.30% entro il 2020, è stato disatteso visto che l'Italia continua a stanziare solo lo 0.22%. Per quanto riguarda l'accoglienza dei rifugiati, è certamente positiva l'applicazione della direttiva europea 55: dimostra che gli Stati membri sono pronti ad assumersi le proprie responsabilità e mi fa piacere vedere anche in Italia tanta solidarietà. Mi auguro però che non si mettano in atto due standard differenti: uno per i rifugiati ucraini e un altro per quelli di altri Paesi”.

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