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Ucraina: van Weel, 'al vertice Nato parleremo di come modernizzare esercito Kiev'

Di Redazione

Roma, 29 giu. “Il nostro ultimo concetto strategico risaliva al 2010. Se si guarda alla situazione della sicurezza sono cambiate moltissime cose: allora la Russia era ancora vista come un partner”. Lo ha detto al Corriere della Sera, alla vigilia del vertice Nato, il segretario generale aggiunto della Nato per le sfide alla sicurezza emergenti David van Weel, aggiungendo che “in questo decennio abbiamo assistito all'ascesa della Cina e a sfide completamente nuove come il cambiamento climatico o la cyber security, nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale, l'uso dei dati. Questo doveva essere l'anno in cui avremmo dovuto aggiornare il concetto strategico e guardare al prossimo decennio. Il 24 febbraio l'invasione russa dell'Ucraina ha rafforzato l'esigenza di trasformazione che ci aspettiamo emergerà dal vertice”.

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"La sessione più importante – aggiunge van Weel - sarà quella in cui si discuterà dell'Ucraina e dell'ulteriore sostegno che gli alleati e l'alleanza possono offrire a Kiev nelle prossime settimane, mesi, ma anche nel medio e lungo termine. Si tratta anche di capire come possiamo aiutare l'Ucraina a diventare una forza armata più orientata verso l'Occidente con equipaggiamenti più moderni. Le altre sessioni non saranno dedicate all'Ucraina o alla Russia. Ma la Russia è la minaccia più imminente. Siamo preparati a tutto con Putin perché abbiamo visto il tipo di azioni che ha intrapreso dal 2008. E da quando ha iniziato l'invasione su larga scala dell'Ucraina. Quindi siamo sempre preparati, ma non abbiamo indicazioni sull'evoluzione degli eventi nei prossimi giorni". Quanto alla spesa in armi dei Paesi membri, aggiunge, “ora vediamo l'importanza di avere non solo materiale di alta qualità, ma anche un numero sufficiente di munizioni e di elementi di supporto logistico per essere in grado di sostenere un conflitto su larga scala. Questo richiede un enorme investimento in attrezzature e in nuove tecnologie e innovazione per essere in grado di prepararci alla difesa collettiva”.

“Non abbiamo mai sottovalutato che un conflitto come questo potesse accadere con forze convenzionali su larga scala – prosegue il segretario generale aggiunto della Nato - Abbiamo visto la Russia invadere la Georgia nel 2008 e la Crimea e l'Ucraina orientale nel 2014. All'epoca abbiamo iniziato a inviare truppe sul fianco orientale. Nei Paesi Baltici abbiamo ora una presenza permanente di nazioni. E quando la guerra è iniziata a febbraio, siamo stati in grado di aumentare immediatamente le truppe sul fianco orientale: ora ci sono 150 mila soldati e centinaia di aerei, oltre 100 navi costantemente in mare. Ciò che è diverso in Ucraina è che la tecnologia sta giocando un ruolo importante: attacchi informatici su larga scala, uso dei droni o dell'intelligenza artificiale per decifrare le comunicazioni russe, l'uso del riconoscimento facciale per identificare chi ha violato i diritti umani a Bucha”.

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