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Vaccinazione contro herpes zoster e pneumococco: il Piemonte pensa a nuove azioni per aumentare l'adesione dei cittadini

Di Redazione

(Torino, 7/7/2022) - Il Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV) fornisce un elenco dettagliato delle condizioni di salute per le quali risulta indicata l'immunizzazione. La Regione Piemonte ha messo a punto un protocollo vaccinale virtuoso valido sulla vaccinazione contro l'herpes zoster e pneumococco, rendendole gratuite per pazienti fragili e anziani. Attraverso questo protocollo si è trovato un accordo con la Società scientifica di diabetologia per fornire ai diabetici tutta una serie di vaccinazioni importanti e si sta lavorando, in maniera simile, per arrivare allo stesso obiettivo su altre cronicità. La Regione Piemonte si è impegnata, inoltre, in corsi di formazione con la Scuola piemontese di medicina generale “Massimo Ferrua” per i medici di medicina generale con l'obiettivo di spiegare l'importanza della vaccinazione e il corretto utilizzo del portale necessario per la registrazione delle vaccinazioni somministrate.

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Attualmente per il vaccino anti-herpes zoster la copertura vaccinale è ferma al 4% contro un obiettivo nazionale stabilito del 50% e quella per il vaccino anti-pneumococco è ferma al 18% contro un obiettivo nazionale stabilito del 75%. Oltre alla fascia d'età dei soggetti di 65 anni, queste due vaccinazioni sono offerte gratuitamente ai soggetti con diabete mellito, patologia cardiovascolare, Bpco, asma e quelli destinati a terapia immunosoppressiva e con immunodepressione, ma nonostante queste indicazioni e anche se queste vaccinazioni sono state introdotte nei Lea dal 2017 per chiamata attiva e gratuita, le attuali coperture vaccinali risultano ampiamente insoddisfacenti e richiedono una serie di interventi urgenti e ben strutturati. In particolare si dovrebbe agire sul territorio, visto che molte di queste coorti sono strettamente seguite dai medici di medicina generale.

Alessandro Stecco, Presidente della IV Commissione Regionale di Sanità e Assistenza Sociale del Piemonte è intervenuto al tavolo di discussione sottolineando l'importanza della vaccinazione per altre malattie. “Si tratta di un tema importantissimo ma sia in campo preventivo sia nel campo della vaccinazione delle fasce di popolazione anziana e fragile spesso non si arriva all'obiettivo di arrivare alle soglie previste dai piani nazionali. È importante iniziare a pensare a modalità di accesso e di proposta diversa per raggiungere meglio le fasce che dobbiamo proteggere. Le due categorie di vaccinazione, contro l'herpes zoster e il vaccino anti-pneumococco, dimostrano come pur essendoci un sistema funzionante, con progetti che coinvolgono anche la Scuola di medicina generale, bisogna trovare il modo di arrivare maggiormente all'utente finale. Credo che quello che è avvenuto durante il Covid possa essere tradotto in azioni migliorative sui modelli di vaccinazione affinché creino più adesione, che è l'obbiettivo principale per avere meno complicanze possibili in queste fasce di pazienti che, peraltro, abbiamo visto essere coinvolte anche da complicanze legate allo stesso Covid”.

“Come previsto dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale – ha spiegato Carlo Picco, Direttore Generale dell'ASL Città di Torino - nella nostra Regione la prevenzione delle malattie infettive attraverso le vaccinazioni rappresenta una priorità di sanità pubblica, nonché un diritto esigibile da tutti i cittadini rientrante nei Livelli essenziali di assistenza. Ma se questo è vero per tutte le fasce d'età, è ancor più vero che un occhio di riguardo va riservato a tutte quelle persone affette da malattie croniche quali, per esempio, diabete, immunodepressione, malattie cardiovascolari o malattie respiratorie come BPCO o asma. La presenza di patologie croniche, infatti, espone a un rischio notevolmente maggiore, rispetto alla popolazione generale, di contrarre malattie infettive invasive ed eventualmente sviluppare complicanze gravi da esse derivanti: questi soggetti, insomma, traggono un grande beneficio dalla vaccinazione e per questo risulta di primaria importanza garantire loro interventi vaccinali mirati”.

In Piemonte sono disponibili protocolli vaccinali ideati ad hoc proprio per tutelare la salute di alcune categorie di pazienti affetti da malattie croniche, con l'obiettivo di garantire loro un accesso alla vaccinazione uniforme su tutto il territorio. “I protocolli vanno da quello rivolto a coloro che presentano un rischio aumentato di infezione invasiva da batteri capsulati a quello sulla vaccinazione contro l'herpes zoster, fino ad arrivare all'ultimo documento deliberato e aggiornato al mese di marzo 2022 inerente alla vaccinazione dei pazienti diabetici, che solo nella nostra Asl si attestano a 48.378” ha concluso Carlo Picco.

Sull'utilità e sulle criticità di un piano vaccinale efficiente con focus sugli over 65 e special population è intervenuta Lorenza Ferrara, Dirigente Medico del Servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (SEREMI) di Regione Piemonte, sottolineando che “la vaccinazione risulta essere una strategia importante nel controllare le malattie infettive oltre che nel ridurre l'impatto economico sul sistema sanitario”. “Il Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019, tuttora in vigore – ha spiegato la Ferrara - è il documento che regola le offerte e le strategie vaccinali su cui il Piemonte basa le proprie raccomandazioni. Per quanto concerne l'offerta vaccinale nei confronti della popolazione anziana e dei fragili la nostra Regione ha da tempo messo in atto diverse iniziative. Nel 2017 è stata implementata nel calendario vaccinale regionale l'offerta delle vaccinazioni pneumococciche e herpes zoster per i soggetti di 65 anni. Nel 2021 è stato aggiornato il protocollo relativo alla vaccinazione dei soggetti che presentano un rischio aumentato di infezione invasiva da batteri capsulati che prevede l'offerta dei vaccini per pneumococco, meningococco e haemophilus. Inoltre, sempre nel 2021, in seguito alla commercializzazione di un nuovo vaccino contro l'herpes zoster, è stato pubblicato un protocollo dedicato a tale patologia. Alla patologia diabetica è stato inoltre dedicato un protocollo vaccinale ad hoc alla luce delle più aggiornate linee guida nazionali e internazionali. La Regione Piemonte ha poi posto particolare attenzione ai pazienti anziani ospiti delle strutture residenziali e di lungo degenza “estendendo a tutti la vaccinazione pneumococcica e, agli ospiti con condizioni di rischio predisponente, la vaccinazione per l'herpes zoster”.

Prospero Cerabona, Presidente Senior Grande Frontiera Sociale APS ha sottolineato che “difendere e irrobustire il ruolo della medicina territoriale per garantire una maggiore adesione ai piani vaccinali è una importante sfida. I vaccini non sono pericolosi ma buoni e giusti ed è questo il messaggio che diamo agli over 65 e ai cittadini in generale”.

Eppure esistono criticità. Giovanni Boella, Componente del Consiglio Direttivo FIMMG Torino ha spiegato: “Una delle criticità è quella che avendo fatto i vaccini per il Covid le persone hanno tendenzialmente rifiutato le altre vaccinazioni e questo ovviamente comporta delle difficoltà di adesione. Siamo difronte a soggetti resistenti ma abbiamo anche soggetti esitanti quando si trovano di fronte ad una rosa allargata di opportunità vaccinali”.

Secondo Paolo Morato, Referente Vaccinale FIMMG Piemonte “bisogna creare più adesione, sensibilizzare i cittadini e bisogna creare un percorso vaccinale attraverso un lavoro di squadra. Se creiamo un percorso vaccinale partendo dagli specialisti ospedalieri più la medicina generale e sensibilizzando anche il cittadino viene anche più facile parlare di vaccinazioni e avere più occasioni per parlarne. È in corso un progetto sull'herpes zoster e che stiamo cercando di portare avanti in collaborazione con la medicina generale e la Regione Piemonte e speriamo di cercare di aumentare le coperture e portare a conoscenza dei nostri assistiti questa opportunità”.

Claudio Pietro Nuti, Presidente SIMG Piemonte ha concluso “Per poter arrivare ad una copertura vaccinale adeguata la figura della medicina generale è indispensabile e lo abbiamo visto e lo vediamo durante la vaccinazione Covid, organizzandoci in maniera strutturata. Per migliorare la situazione avremmo bisogno di un aiuto dal punto di vista organizzativo con più personale e l'attività di un sistema informatizzato per la condivisione dei dati dei nostri assistiti”.

Ufficio stampa Motore Sanità

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