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Responsabilità sociale, sostenibilità, inclusione: al via a Roma il Festival Etica Pubblica

Roma, 7 ott. Torna a Roma il Festival dell’Etica Pubblica. Giunto alla sua seconda edizione, l’evento organizzato da Ethos – l’Osservatorio di etica pubblica della Luiss Business School – in collaborazione con Fondazione Musica per Roma, rinnova l’invito a studenti, ricercatori, istituzioni, manager pubblici e privati per riproporre il dibattito sul rapporto tra etica e […]

Di Redazione |

Roma, 7 ott. Torna a Roma il Festival dell’Etica Pubblica. Giunto alla sua seconda edizione, l’evento organizzato da Ethos – l’Osservatorio di etica pubblica della Luiss Business School – in collaborazione con Fondazione Musica per Roma, rinnova l’invito a studenti, ricercatori, istituzioni, manager pubblici e privati per riproporre il dibattito sul rapporto tra etica e impresa. Il Festival ha avuto inizio giovedì 6 ottobre presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, dove oltre cinquanta ospiti si sono ritrovati fino alla giornata conclusiva dell’8 ottobre. “Be New, Be Now”, è il tema di questa seconda edizione che sulla scia di quanto emerso lo scorso anno, si propone di puntare i riflettori sulla doppia transizione digitale e sostenibile che interessa il mondo del lavoro e dell’impresa. Una responsabilità condivisa dalle aziende che vuole essere tramandata alla futura generazione di imprenditori e manager puntando anzitutto sulla formazione. “L’etica è fondamentale sia per regolare le prassi delle singole aziende che la competizione fra le stesse”, dichiara il Presidente della Luiss Business School Luigi Abete. “Formare i manager su temi come il salario significa competere seguendo le regole etiche. Chi non segue la cultura delle regole produce un danno all’azienda, ecco perché la formazione sull’etica è fondamentale anche per ispirare l’autoregolamentazione da parte degli imprenditori e dei datori di lavoro”. Abete è inoltre intervenuto sull’importanza di estendere etica e responsabilità d’impresa su tutti i fronti interessati dal progresso: ambiente, trasparenza, digitalizzazione, privacy, inclusione. “Spesso la responsabilità d’impresa viene intesa settorialmente e solo relativamente alla sostenibilità ambientale. Tuttavia deve anche essere sociale ed economica. Serve che le imprese esprimano un giudizio meditato su tutte le anime della responsabilità”. E ancora, sull’importanza di scoraggiare il ricorso al greenwashing – per ciò che riguarda il piano della sostenibilità – che rischia di vanificare gli sforzi compiuti sul fronte della sensibilizzazione: “La cultura della sostenibilità ha fatto passi avanti sul tema ambientale e non solo – ha ricordato Abete – ma spesso con difficoltà nel tradurle in azioni concrete. La sostenibilità deve poggiare su tre pilastri: sociale, economico e ambientale”. Quanto all’inclusione, una delle declinazioni più importanti e attuali del rapporto tra etica e impresa, va invece considerata in tutte le sue forme. Di questo parere è la portavoce di Young Ethos Valentina Vidotto, spin-off dell’Osservatorio Luiss che anche quest’anno ha partecipato all’organizzazione del Festival. “L’evento vuole essere un’occasione per parlare di etica d’impresa ma soprattutto di equità e inclusione”, sostiene Vidotto. “Sappiamo di aziende italiane che compiono gesti verso soggetti fragili affinché possano sentirsi parte del mondo aziendale creando valore dalla diversità”. Il Festival è stato inoltre l’occasione per invitare i giovani al dibattito su etica e impresa, affinché si possano gettare le basi per una classe imprenditoriale consapevole e pronta a promuovere iniziative concrete per la società e l’ambiente. Invito a cui si è unita anche Fondazione Musica per Roma. “È importante coinvolgere le nuove generazioni nella riflessione sull’etica applicata all’impresa”, è il parere del presidente dell’Amministratore Delegato della Fondazione DanielePittèri. “Il rapporto della Fondazione con Luiss Business School, che ha dato vita a questo Festival, ci permette di sensibilizzare una parte notevole di ragazzi che stanno per avviarsi al mondo del lavoro”. Nonostante i numerosi esempi di responsabilità d’impresa misurabili attraverso azioni concrete, resta dunque l’esigenza di rinnovare la riflessione sulla gestione etica delle risorse umane, materiali ed economiche che spesso restano ancorate a speculazioni retoriche che non possono pertanto aggiungere valore né all’impresa stessa né tantomeno alla società.

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