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Sclerosi multipla: la presa in carico efficace coinvolge, oltre al neurologo, molte figure istituzionali e non solo

Di Redazione |

“Certamente le conoscenze sulle cause della SM, la gestione della malattia e le opportunità terapeutiche hanno significativamente cambiato il panorama degli ultimi anni”, ha dichiarato Antonio Uccelli, Direttore Scientifico IRCCS San Martino Genova. “Questo ci ha portato alla consapevolezza che la presa in carico della persona con Sclerosi Multipla deve essere tanto più precoce sia attraverso un chiaro ingaggio in tutti i momenti della malattia, sia attraverso un trattamento che deve essere precoce – allo scopo di evitare quei danni che la malattia causa nelle fasi iniziali e che diventano irreversibili e sottendono alla disabilità. La presa in carico della persona con SM è tanto più efficace quando non coinvolge esclusivamente il neurologo, fino ad oggi considerato il principale e forse unico soggetto di riferimento, quanto una serie di altre figure istituzionali che coinvolgono l’Associazione dei pazienti, il personale infermieristico, altri specialisti oltre al neurologo nella gestione della persona con SM e, in ultimo luogo, richiede il supporto di stakeholder istituzionali che devono permettere che questa presa in carico possa avvenire per tutti quelli che sono i bisogni della persona con Sclerosi Multipla”.

“Le persone con sclerosi multipla hanno voluto, con la loro Associazione Italiana Sclerosi Multipla, coinvolgere le Istituzioni e la cittadinanza nel dare risposte concrete e oggi i percorsi diagnostico terapeutici assistenziali, nella maggioranza delle Regioni, rendono esigibile il diritto alla salute”, spiega Mario Alberto Battaglia, Presidente Nazionale FISM: “Oggi possiamo dire che la sclerosi multipla è una delle malattie in cui la ricerca scientifica, dalla ricerca di base alla ricerca clinica, ha conseguito i maggiori risultati negli ultimi vent’anni e in questo è stato significativo il contributo della ricerca italiana, anche grazie ai finanziamenti della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla. Ma non ci dobbiamo fermare: dobbiamo trovare cure efficaci anche per le forme progressive, ottimizzare i servizi sanitari e sociali, garantire una piena inclusione sociale a tutti”.

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